(Articolo del maestro Lucio Pippa)

I presenti studi sono incentrati sull’efficacia psicologica del Taijiquan su una popolazione di adulti (Brown, Esch, Jin)

Premessa

Ritengo, soprattutto in relazione al periodo di particolare disagio che stiamo vivendo, proporre all’attenzione gli studi riportati qui di seguito perché sono un contributo interessante ed utile per rendere ancora più certa la validità del “cammino” intrapreso con lo studio del Taijiquan al fine di mettere in atto un aiuto per armonizzare la nostra persona nel suo essere un “tutt’uno” spirito-corpo.

Obiettivi

L’obiettivo di questi studi è di evidenziare i potenziali benefici del Taijiquan nei processi fisiologici correlati alle variabili psicologiche in una popolazione di adulti.

Disegno dello studio

Brown et al. valutarono i cambiamenti psicologici associati a programmi di 16 settimane di training di esercizio di moderata e bassa intensità, due dei quali prevedeva una componente cognitiva. Lo studio includeva 135 soggetti in salute e sedentari (69 donne, età media 54,8 anni, + 8,3 anni e 66 uomini, età media 50,6 anni, + 8,0 anni). Tutti i soggetti furono assegnati casualmente al gruppo di controllo (C), al gruppo di camminata di intensità moderata (MW), al gruppo di camminata di intensità bassa (LW), al gruppo di camminata di intensità bassa più risposta di rilassamento (LWR) o al gruppo di esercizio pratico-mentale di Taijiquan (ME).

Risultati

I risultati mostrarono che i soggetti del gruppo ME manifestarono riduzioni in tensione e depressione psichiche, irascibilità, confusione, in tutti i disturbi dell’umore e un associato miglioramento complessivo nell’umore generale. Gli autori conclusero che i programmi di esercizio abbinati alla strategia cognitiva fossero più efficaci dei programmi di esercizio mancanti della componente cognitiva nella promozione di benefici psicologici.

Disegno dello studio

Esch et al. condussero uno studio di 18 settimane per investigare sugli effetti clinici soggettivi e oggettivi del Taijiquan su 21 giovani adulti in buona salute (età media 27.14 , + 4.25). I soggetti si impegnarono in sessioni di 90 minuti di esercizi di Taijiquan, 12 volte in 14 settimane (le ultime 4 settimane senza una guida formale, come follow-up delle misurazioni), condotti da un insegnante certificato e di esperienza di Taijiquan dell’Associazione Europea Yongnian Taijiquan. Furono misurati e comparati i parametri fisiologici (pressione del sangue, frequenza cardiaca, cortisolo salivare) e psicologici (SF-36, stress percepito ed eventi significativi) dei soggetti.

Risultati

Nonostante solo nove partecipanti avessero completato tutte le misurazioni, l’insieme delle dimensioni di salute mentale migliorò nel suo complesso, suggerendo, con evidenza, che la pratica del Taijiquan apportava un sensibile beneficio.

Jin osservò che la pratica del Taijiquan può ridurre i disturbi dell’umore, aumentando sentimenti di vigore e attenuando tensione psichica, irascibilità, astenia, confusione, stato d’ansia e depressione psichica. Inoltre è stato riportato che i programmi di gruppo come il Taijiquan possono contrastare l’isolamento sociale e sostenere positivamente lo stato di salute mentale.

In più, la pratica di Taijiquan in un setting di gruppo può incoraggiare lo sviluppo di un sostegno sociale da parte dei praticanti, che instaurano amicizie fuori dalla classe, e di una condivisione di problemi comuni.

Pertanto, evidenze sempre più numerose confermano che il Taijiquan può essere considerato un candidato adeguato per le opzioni integrative nella gestione dello stress e relativa ricerca per adulti sani.

Conclusioni

I dati raccolti indicano che il Taijiquan fornisce dei benefici psicologici a chi lo pratica, incluse persone che vivono diverse condizioni di malattia cronica.

Questi benefici psicologici che sono riportati, includono la riduzione nei disordini dell’umore, tristezza, irascibilità e confusione, miglioramenti della qualità del sonno, degli stati d’animo, della felicità e di un generale benessere psicologico.

In conclusione, la letteratura suggerisce che il Taijiquan è un metodo prezioso per migliorare o mantenere uno stato di salute psico-fisica.

Tuttavia occorre che la ricerca continui, utilizzando principi rigorosamente scientifici, per poter documentare ulteriormente i benefici psicologici del Taijiquan ed accrescere la comprensione dei meccanismi che sono alla base di questi benefici.

A cura della maestra Valentina Petra di Caccuri

Metafore, Aforismi e Citazioni della Maestra Carmela Filosa

Da circa venti anni seguo le lezioni della Maestra Filosa, che con generosità e con zelo instancabile conduce noi allievi sulla strada a volte impervia, ma sempre affascinante, del Taijiquan. Le sue lezioni sono sempre ricche di spiegazioni, teoriche e pratiche, è pronta a ripetere mille volte una tecnica per farci comprendere ogni minimo dettaglio (“repetita iuvant” afferma spesso!). Non di rado la Maestra si serve di citazioni che ha tratto dalle lezioni e dai testi dei suoi Maestri e che riporto nella prima parte di queste mie note, o anche di divertenti metafore, di accostamenti e paragoni con esperienze di tutt’altro tipo, per meglio suggerirci un concetto o sottolineare un errore da evitare nella nostra pratica e che ho annotato nella seconda parte.

maestra carmela filosa

Alcuni principi base del Taijiquan negli aforismi e nelle citazioni dei Maestri

Il filo d’erba

Se non siete saldi sulle gambe siete come un filo d’erba che si muove al vento” (Chen Xin).

Il paragone con il filo d’erba che ondeggia al minimo soffio di vento deve indurre a ricercare la stabilità ed il radicamento, in maniera da consentire il giusto percorso della forza che prende corpo proprio nelle gambe, è diretta dalle anche ed arriva alle mani.

Il fiore che sboccia

Nelle tecniche del taijiquan si alternano continuamente le coppie di opposti che generano il movimento. Tra queste, due fasi importanti sono le “chiusure“ e le “aperture“, ed entrambe vanno bene evidenziate. Nel passaggio da una fase di chiusura ad una di apertura  bisogna essere come “un fiore che sboccia in tutte le direzioni“ (Chen Peijiu)

La tigre che piomba sulla preda

Dall’ osservazione del mondo degli animali e dal loro comportamento possiamo trarre spunti per lo studio di molte tecniche del Taijiquan. Se prendiamo ad esempio una tigre a caccia di prede, l’ intenzione della belva, il suo impegno, la sua flessibilità, la connessione dei suoi movimenti al risultato che intende ottenere, sono proprio rispondenti ad alcuni dei punti essenziali nello studio e nella pratica del Taijiquan descritti dalla M.Chen Liqing. In particolare nella tecnica a mani nude “liufeng  sibi“  la Maestra ci ha invitati ad essere come “una tigre che piomba sulla preda” (Chen Peishan)

 L’abito su misura

Il taijiquan deve risultare appropriato alla persona che lo pratica come un abito che gli sta a pennello”.

Il taijiquan non deve risultare una forzatura, ma deve semplicemente essere un riconoscimento di quello che in realtà già è naturalmente nel nostro corpo, … ”deve  obbedire a ciò che c’è di originario nella natura dell’uomo” (Chen Xin)

Il cavallo e l’acqua

Il Maestro ti conduce nella scuola e ti insegna, ma la coltivazione del percorso dipende dagli sforzi personali di ognuno. Ed infatti …”puoi condurre il cavallo all’acqua, ma non farlo bere!”.

Se si vogliono raggiungere dei risultati non possono essere tralasciati l’impegno, la costanza, la determinazione ed anche il gusto e la gioia di praticare di ogni allievo.

Il compasso e la squadra

Il Maestro indica le regole alle quali gli allievi devono fare riferimento per l’apprendimento della disciplina, perché “senza il compasso e la squadra non puoi tracciare né il cerchio né il quadrato” (Chen Liqing).

In ogni tecnica che si esegue occorre applicare i principi fondamentali, attraverso le regole del movimento che sono sempre uguali pur nella varietà delle tecniche di un taolu. “Potete dimenticare una tecnica, ma non come vi dovete muovere

Metafore e battute divertenti della Maestra Carmela Filosa

Gli attori

Le mani sono gli attori, ma non i protagonisti”. Nelle tecniche di taiji il movimento degli arti superiori deve cominciare dalle spalle, arrivare poi ai gomiti ed infine alle mani. Uno degli errori più comuni per i principianti è invece far partire il movimento dalle mani, come se fossero le uniche “attrici” sulla scena del movimento.

I soldati

Le braccia sono come dei soldati, il corpo è il generale. E’ il generale che prende le decisioni e dà i comandi, i soldati eseguono e non viceversa”. Il movimento delle braccia deve essere sempre originato dal corpo, dalle sue rotazioni, dal chansijin, ed è solo per effetto del movimento del corpo che si determina il movimento delle braccia, altrimenti non c’è trasmissione di forza fino in fondo.

L’orologio

In un orologio a movimento meccanico lo spostamento delle lancette sul quadrante è dovuto agli ingranaggi celati all’ interno della cassa, che con millimetrica precisione si incastrano tra loro generando così il movimento  delle  lancette visibile all’esterno. Allo stesso modo nel taiji per arrivare ad eseguire una tecnica occorre eseguire tutti i passaggi intermedi, le rotazioni, gli spostamenti del peso, l’accumulo della forza, e solo alla fine di ciò si renderà visibile la tecnica come effetto finale del percorso interno sviluppato.

Il disco a 33 giri

Su di un vecchio disco di vinile a 33 giri, dai solchi un po’ consumati, la puntina del giradischi spesso “saltava” da un solco all’altro interrompendo bruscamente la continuità della melodia. Allo stesso modo nel taiji a volte si saltano dei passaggi e si passa da una tecnica all’altra senza portare a compimento la tecnica precedente o senza condurre la forza fino in fondo producendo così una analoga brusca interruzione nello svolgimento di una sequenza.

Tutankhamon

In alcune tecniche del taiji, come ad esempio nel calcio incrociato, occorre incrociare le braccia all’altezza del petto, ma bisogna assolutamente evitare di prendere ad esempio l’immagine del sarcofago di Tutankhamon in cui il faraone risulta avere le braccia completamente serrate al petto! E’ importante invece rispettare sempre i principi di rotondità e distanziamento dal corpo.

Il braccino tirato

Durante l’esecuzione di alcune tecniche a mani nude, come ad esempio “Yema Fenzong”, la Maestra ci esorta a porre attenzione ad entrambe le braccia. L’allievo spesso non mantiene il giusto rapporto tra le due mani, tra le braccia ed il corpo, ed accade che un braccio viene tenuto a volte troppo piegato ed accostato al busto. “Non si dica di voi che avete il braccino tirato!” ironizza allora la Maestra Carmela.

Non ci resta che piangere

Nel film di Massimo Troisi e Roberto Benigni c’è una scena esilarante nella quale Troisi spiega il treno a Leonardo da Vinci: “… quando c’è da curvare, lui curva, quando c’è da salire, lui sale…” così, a proposito di alcune tecniche di spada, la Maestra ci invita a chiarire e definire bene le posizioni, sia in alto che in basso “Se c’è da salire, salite mantenendovi correttamente in equilibrio, se c’è da scendere, scendete correttamente cedendo sulla gamba d’appoggio…

Accompagnare e scompagnare

Nelle tecniche di spada alcune volte il braccio sinistra si avvicina al destro per effettuare il colpo e “accompagna”, altre volte se ne discosta e quindi “scompagna”. Questi due termini, coniati in origine da una nostra compagna di studi, sono ormai nel lessico della spada della Maestra Carmela.

L’elicottero

Lo studio del Taijiquan è come arrampicarsi su di una montagna per raggiungere la vetta. Non c’è nessun elicottero che ti porta su in cima, devi impegnarti e fare tutto il percorso, passo dopo passo.

Quasi molto non c’è male….

Il commento di approvazione della Maestra Carmela più ambito da noi allievi al termine delle nostre  “interpretazioni” delle sequenze di Taijiquan!


(fine della prima parte …………..)

Alcuni momenti del seminario nazionale dell’associazione Italy Chen Xiaojia che si è svolto a Chianciano nel mese di Settembre 2020.

(A cura dell’Istruttore II Duan Domenico Lento)

Il punto Bai Hui è il punto più alto del meridiano Vaso Governatore posto sulla sommità della testa, nel punto di incontro tra la linea mediale del cranio e la linea delle orecchie.

bai hui

È chiamato anche Cento Incontri o Centinaia di connessioni. Bai Hui è il punto di riunione di tutti i meridiani Yang. Secondo la tradizione, GV20 favorisce la risalita dello Yang puro alla testa, solleva lo spirito, giova all’umore dei depressi, purifica lo Shen e rischiara la mente.

Spingere in alto questo punto contribuisce a mantenere eretta la testa e a distendere la zona cervicale, contribuendo a soddisfare due principi base della pratica del taijiquan:

  1. Corpo dritto e centrato
  2. Testa e collo sono dritti

Per questo motivo, è uno dei primi punti che i principianti imparano a conoscere durante gli allenamenti: “Spingete l’apice della testa in alto” oppure “Immaginate di avere un filo attaccato all’apice della testa e che venga tirato verso l’alto” sono le frasi che vengono, di solito, ripetute durante la pratica.

Secondo quanto riportato da Hong Junsheng, l’ultima frase è una parafrasi di Chen Xin:

this would be like hanging a person up with a rope attached to their baihui point” (è come appendere una persona con una corda attaccata al punto Bai Hui)

Che, sempre secondo Hong Junseng, spiegherebbe anche un verso della “Canzone delle 13 posizioni” (Song of the Principle of Thirteen Postures”)

then, with the head feeling as if suspended from above, the entire body will be light and agile.” (quindi, con la testa che sembra sospesa dall’alto, l’intero corpo sarà leggero e agile)

Nel “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen“, Chen Xin scrive.

With proper practice, the student will start to experience this at the BAI-HUI acupoint on the top of the head, the ‘command post‘ of the whole body” (Con la pratica corretta, l’allievo inizierà a sperimentare questo [la risalita del qi puro] al punto Bai Hui nella parte superiore della testa, il ‘centro di comando’ dell’intero corpo)

Inoltre, nel Trattato, il punto Bai Hui è indicato in quasi tutte le posizioni come punto di attenzione. Per citarne alcuni:

Jin Gang Dao Dui (il Jin Gang pesta nel mortaio)

jin gang dao dui

the whole body’s spirit is focused and led by the top of the head …..” (l’intera energia del corpo è concentrata e guidata dalla sommità della testa)

Lan Zha Yi (Allacciare la veste)

lan zha yi

Hold the crown of the head upright …..” (Tenere la sommità della testa verticale ……)

Xiao Qin Na (Piccola leva)

Xiao Qin Na

Boxing requires that jing essence be always focused at the top of the head to guide the whole body’s force and spirit” (Combattere richiede che l’essenza jing sia concentrata nella parte superiore della testa per guidare tutta la forza e l’energia del corpo)

Rilassato e calmo in modo naturale” è il primo dei requisiti tecnici essenziali. Come spesso ribadisce la maestra Carmela Filosa “Rilassato non significa molle” ma significa, tra le altre cose, che dobbiamo sciogliere tutte le rigidità (“Don’t be too stiff” come dice il Maestro Chen Peishan) che non permettono al movimento di uscire in modo naturale.

Lavorare sul punto Bai Hui, portando l’apice della testa in alto, oltre a contribuire alla centratura del corpo, contribuisce a rilassare dapprima la parte cervicale della spina dorsale e, con la pratica, estendere questo rilassamento all’intera colonna vertebrale fino alle anche in modo che ‘l’intero corpo sia leggero e agile’

E’ come se tutto il corpo facesse peng verso l’alto.


Bibliografia:

  • Chen Style Taijiquan Practical Method‘ – Hong Junsheng
  • Illustrated explanations of Chen Family Taijiquan‘ – Chen Xin
  • Acupuncture Index iOS App

Domenico Lento con la maestra Carmela Filosa ed il maestro Vito Marino

Pratico il Taijiquan stile Chen Xiaojia da circa 20 anni con il maestro Vito Marino e la maestra Carmela Filosa. Nel corso degli anni ho acquisito la qualifica di Istruttore II Duan. Oltre al mio sito web sul Taijiquan (www.chentaichi.it), contribuisco alla gestione del sito dell’associazione Italy Chen Xiaojia.

L’elenco degli eventi previsti per l’anno sportivo 2020/2021

CORSO ISTRUTTORI A NAPOLI

  1. 17-18 ottobre 2010
  2. 21-22 novembre 2020
  3. 19-20 dicembre 2020
  4. 16-17 gennaio 2021
  5. 20-21 febbraio 2021
  6. 20-21 marzo 2021
  7. 17-18 aprile 2021
  8. 15-16 maggio 2021

CORSO ISTRUTTORI A PALERMO

  1. 26-27 settembre 2020
  2. 12-13 dicembre 2020
  3. 13-14 febbraio 2021
  4. 08-09 maggio 2021

CORSO ISTRUTTORI A PESCARA

  1. 31 ott.-01 nov. 2020
  2. 30-31 gennaio 2021
  3. 27-28 marzo 2021
  4. 22-23 maggio 2021

Inoltre, sono previsti i seguenti eventi:

11-13 settembre 2020 Seminario Nazionale Roccaporena di Cascia

20 settembre 2020 Lezione online gratuita aperta a tutti gli iscritti ai corsi istruttori (La lezione si svolgerà su Zoom dalle ore 09:30 alle 12:00 e verterà sulla Sequenza Yilu)

POSIZIONI FONDAMENTALI DELLO STILE CHEN XIAOJIA

(Maestra Alessandra Falanga)

In tanti anni di pratica del Taijiquan stile Chen, ho ben inteso quanto questa antica arte marziale mi abbia guidato attraverso un percorso di crescita personale, dove nulla è lasciato al caso, che mi ha consentito una maggiore comprensione e conoscenza del mio corpo. Ciò è stato possibile attraverso uno studio attento e continuo dei principi e fondamenti del Taijiquan, a partire dalla pratica delle posizioni di base dello stesso, di cui appunto tratterò in questo articolo.

Alcune posizioni fondamentali del Taijiquan stile Chen Xiaojia sono:

Kaibu, Posizione di apertura: lo spazio tra i piedi è pari all’ampiezza delle spalle ed il peso è distribuito equamente sui due piedi; tale posizione si assume nella preparazione o apertura delle sequenze, permettendo al praticante di concentrarsi e prepararsi all’esecuzione delle tecniche. Fondamentale è tenere il busto diritto, la testa non inclinata, pensando che un filo tiri dal centro della testa verso l’alto, l’arco inguinale è tondo e rilassato, le gambe leggermente piegate con le ginocchia in linea con le punte dei piedi.

Xiao Kaibu, Piccola posizione di apertura: lo spazio tra i piedi è inferiore all’ampiezza della spalle, la ritroviamo nella camminata laterale quando i piedi si avvicinano. La posizione del corpo è identica alla posizione Kaibu, pertanto, dovranno rispettarsi i medesimi principi

Mabu,Posizione del cavaliere (o “a cavallo”):lo spazio tra i piedi è generalmente il doppio dell’ampiezza delle spalle ed il peso è al 50% su ognuno dei due piedi, le anche sono rilassate e sedute, i piedi sono paralleli ed ancorati al suolo, le ginocchia non devono fuoriuscire dalla punta dei piedi, l’inforcatura delle gambe è rotonda. Non a caso è la posizione propedeutica del Kung-fu, i benefici che derivano dal suo allenamento sono molteplici: potenziamento della muscolatura, aumento della resistenza e della stabilità, con l’effetto di allenare la mente a superare la fatica ed aumentare il livello di sopportazione della stessa.

Bian mabu (Hengdangbu), Posizione “mabu spostata di lato” (o Posizione con l’inforcatura spostata in orizzontale): il peso è generalmente 60% sulla gamba più piegata e 40% su quella più distesa. La posizione può essere a destra o a sinistra a seconda del lato dove si sposta il baricentro, le anche sono sedute e rilassate, l’inforcatura è rotonda, e la gamba dove poggia maggior peso ha la punta del piede leggermente aperta verso l’esterno.

Gongbu, Posizione ad arco o “dell’arciere”: è la posizione che risulta dal passo in avanti, sia esso destro o sinistro. Il peso del corpo è per il 60%-70% sulla gamba avanti, maggiormente piegata rispetto alla gamba di dietro. I piedi non sono allineati, ed hanno la larghezza delle spalle. Il piede della gamba davanti è diritto, mentre quello della gamba dietro è aperto di 45° all’esterno, il ginocchio della gamba avanti non fuoriesce dalla punta del piede, mentre quello della gamba dietro è allineato al piede. Le anche sono rotonde e rilassate.

Xubu, Posizione con una gamba “vuota”. La gamba cosiddetta vuota, in realtà, non è del tutto vuota in quanto sorregge il 15-20% del peso corporeo. Nello stile Chen i due piedi sono allineati, ed hanno la stessa ampiezza delle spalle, l’inforcatura delle gambe è rotonda. Il piede con maggior peso è leggermente aperto, mentre quello vuoto è poggiato a terra solo con l’avampiede, le anche sono sedute e rilassate. La posizione può essere eseguita a destra e a sinistra.

Dulibu, Posizione di equilibrio su una sola gamba. Nonostante il peso del corpo gravi totalmente su di una sola gamba, è necessario che la stessa sia radicata al suolo, il baricentro deve rimanere basso, in caso contrario facilmente si perderà l’equilibrio, difatti nonostante che il corpo si sollevi verso l’alto, bisognerà concentrarsi sulla sensazione che il peso affondi verso il basso. La gamba che sorregge il corpo è distesa ma non tesa. Può essere eseguita a destra e a sinistra.

Pubu, Posizione bassa (o con una gamba distesa in fuori). Tutto il peso del corpo grava su di una gamba, completamente flessa, fino a “sedersi” sul tallone, il piede di tale gamba è leggermente aperto verso l’esterno ed aderisce completamente al suolo, ed il tallone è allineato con la punta dell’altro piede che poggia al suolo diritto. L’altra gamba è completamente distesa in fuori. Prerogativa dello stile Chen è prevedere tale posizione con il piede della gamba distesa poggiata a terra con il solo tallone, e la punta sollevata verso l’alto.

Ban mabu, Posizione metà a cavallo: il peso è al 70% sulla gamba posteriore, come nella tecnica della spada “In ban mabu riprendere la spada”, che precede la chiusura della sequenza.

Dingbu, Posizione a “T”: un piede poggia con l’avampiede vicino all’arco plantare dell’altro piede. La ritroviamo come posizione che precede “Il gallo d’oro saltato” all’inizio della forma Erlu.

Bingbu, Posizione a piedi uniti: entrambi i piedi poggiano completamente a terra e sono l’uno vicino l’altro, come nelle tecniche della Spada Sizheng “Affondo in avanti a piedi uniti” e “Colpo di punta a piedi uniti”.

Xiebu, Posizione accovacciata a gambe incrociate (o “del riposo”): il peso poggia maggiormente sulla gamba avanti che ha il piede completamente poggiato al suolo, in modo da permettere un veloce risollevamento, mentre il piede arretrato ha il tallone sollevato, come nella tecnica di spada “La fenice che apre le ali”.

Come possiamo osservare, i principi da rispettare nell’esecuzione di tali posizioni fondamentali sono sempre gli stessi. Pertanto, solo da una corretto ed assiduo allenamento di tali posizioni saremo in grado, quantomeno, di allenare il Taijiquan con padronanza e pulizia di movimento.

La maestra Alessandra Falanga, IV duan, cintura nera, ha cominciato a studiare il Taijiquan nel 1999, sotto gli insegnamenti della maestra Carmela Filosa, della quale è divenuta discepolo nel 2012. Dal 2001 ha partecipato a numerose competizioni nazionali ed internazionali, conseguendo il titolo di campionessa italiana per diversi anni, ed il terzo posto al campionato Europeo di Mosca. Nel medesimo anno ha cominciato a recarsi in Cina, studiando e perfezionandosi sotto la direzione della maestra Chen Peiju, discendente di xx generazione della famiglia Chen e XII dello stile Chen Xiaojia. Nel 2008 ha partecipato al campionato mondiale di Hanoi (Vietnam), rientrando nei primi dieci posti. Dal 2006 ha cominciato a dedicarsi anche all’insegnamento del Taijiquan.

Terminati i Corsi Istruttori della Italy Chen Xiaojia per il 2020. Anche se a distanza e con spazi ridotti a disposizione, tutti hanno dato il massimo, dimostrando che non è importante dove pratichi ma come pratichi.

Al prossimo anno !!!!

La mappa per conoscere le sedi di pratica della Italy Chen Xiaojia dove operano i nostri tecnici (Allenatori, Istruttori e Maestri)

Aggiornato l’elenco dei tecnici (Allenatori, Istruttori e Maestri) e delle sedi di pratica in Italia

Allenatori Istruttori Maestri

La qualifica di Tecnico è legata:

  • alla frequenza, con esito positivo, dei corsi di formazione, (denominati “Corso Istruttori”) organizzati dalla Commissione Tecnica nella persona del Direttore Tecnico.
  • al superamento degli esami nazionali di qualifica tecnica, che abilitano all’insegnamento, organizzati dall’APS Italy Chen Xiaojia per mezzo dell’EPS – CSEN (CONI).

L’elenco aggiornato è disponibile in questa pagina.

IL TAIJIQUAN E LE CADUTE DEGLI ANZIANI

(Maestro Lucio Pippa)

Le cadute delle persone anziane costituiscono un problema importante per la salute pubblica consistente in una diffusa perdita di indipendenza, un aumento del tasso di mortalità per patologie croniche e la necessità di cure costose da somministrare per lungo tempo. Circa il 35%-40% di persone generalmente sane e di età superiore ai 65 anni, vanno incontro almeno ad una caduta ogni anno. Oltre il 50% delle suddette cadute comporta delle lesioni di lieve entità ma, in un range compreso fa il 5% ed il ​​15%, si traducono in gravi infortuni che richiedono il ricovero in ospedale. Le cadute possono essere causate anche da problematiche muscoloscheletriche, alterazione dell’equilibrio e mobilità ridotta. Quindi, è ampiamente giustificato tutto lo sforzo della sanità pubblica finalizzato a ridurre il numero delle cadute degli anziani.

IL TAIJIQUAN E LA RIDUZIONE DELLE CADUTE NEGLI ANZIANI: STUDIO RANDOMIZZATO E CONTROLLATO

Fuzhong Li, Peter Harmer, K. John Fisher, Edward McAuley, Nigel Chaumeton, Elizabeth Eckstrom, Nicole L. Wilson
(Istituto di Ricerca e Dipartimento di Salute Pubblica di Portland nell’Oregon, Università dell’Illinois)


Obiettivi
Valutare l’efficacia della pratica del Taiijiquan per un periodo di 6 mesi per ridurre il numero delle cadute ed il rischio delle cadute nelle persone anziane.
Disegno dello studio
Lo studio randomizzato e controllato ha coinvolto un campione di 256 adulti non praticanti attività fisica di età compresa fra 70 e 92 anni (età media: 77,48 anni; deviazione standard: 4,95 anni) reclutati attraverso un database di pazienti residenti a Portland nell’Oregon.
I partecipanti sono stati randomizzati e arruolati per partecipare ad un gruppo praticante il Taijiquan e ad un altro al gruppo di controllo praticante dello stretching; entrambi i gruppi hanno praticato tre volte alla settimana per 6 mesi.
Valutazioni
L’outcome primario è consistito nella valutazione del numero di cadute, mentre negli outcomes secondari sono stati inclusi l’equilibrio funzionale (valutato con: Berg Balance Scale, Dynamic Gait Index, Functional Reach e Single-leg standing), la prestazione fisica (valutata con il Test del piede da 50 piedi, FWT) e la paura di cadere.
Le valutazioni sono state effettuate al basale, a 3 mesi, a 6 mesi (interruzione dell’intervento) e ad un follow-up post-intervento dopo 6 mesi.
Risultati
Alla fine dell’intervento di 6 mesi, un numero significativamente inferiore di cadute (n=38 vs 73; p=.007), una più bassa proporzione di cadute (28% vs 46%; p=.01) e minori traumi da cadute (7% vs 18%; p=.03) sono state osservate nel gruppo praticante il Taijiquan rispetto al gruppo di controllo praticante dello stretching. Il rischio di cadute multiple nel gruppo praticante il Taijiquan è stato più basso del 55% rispetto a quello del gruppo di controllo praticante lo stretching (risk ratio, .45; intervallo di confidenza del 95%, da 0,30 a 0,70).
Rispetto ai partecipanti al gruppo di controllo praticante lo stretching, i partecipanti al gruppo praticante il Taijiquan hanno mostrato miglioramenti significativi (p <.001) nelle valutazioni di tutti gli outcomes secondari (equilibrio funzionale, prestazione fisica e paura di cadere). Tutti i suddetti parametri attestanti i miglioramenti sono stati mantenuti ad un follow-up post-intervento di 6 mesi nel gruppo praticante il Taijiquan.

Conclusioni
Un programma consistente nella pratica del Taijiquan tre volte alla settimana per 6 mesi è risultato efficace per ridurre il numero delle cadute, il rischio di cadere e la paura di cadere nonché per migliorare l’equilibrio funzionale e le prestazioni fisiche in soggetti adulti non praticanti attività fisica di età pari o superiore a 70 anni.

maestro lucio pippa

Lucio Pippa, laureato in medicina e chirurgia a Bologna, svolge la sua attività professionale in medicina tradizionale cinese  (MTC) a Pescara dove insegna, in qualità di maestro, Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong nella Scuola di Arti Marziali Tradizionali Cinesi “Shen Long”. Ha conseguito la “Certificazione di erede dell’antica MTC” in quanto accettato come discepolo interno del Prof. Mao Dexi (Ospedale di MTC della Provincia di Henan nella città di Zhengzhou-Cina). È Presidente della “Fondazione onlus Camillo De Lellis per l’innovazione e la ricerca in medicina” di Pescara. È autore di varie pubblicazioni relative alla MTC, al Taijiquan stile Chen Xiaojia ed al Qigong