IL TAIJIQUAN E LA RISPOSTA IMMUNITARIA AL VIRUS VARICELLA/ZOSTER

IL TAIJIQUAN E LA RISPOSTA IMMUNITARIA AL VIRUS VARICELLA/ZOSTER
(Maestro Lucio Pippa)

Un numero sempre maggiore di studi, riportati nella letteratura internazionale, evidenzia l’effetto benefico sul benessere psico-fisico del Taijiquan.

Ho riportato uno studio relativo all’efficacia del Taijiquan sul potenziamento delle risposte immunitarie al Virus Varicella/Zoster (VZV) perché questa patologia merita grande attenzione in quanto può determinare complicanze rilevanti se contratta da pazienti immunocompromessi (in particolare pazienti trapiantati, immunosoppressi, infetti da HIV, in trattamento con steroidi) e anziani (circa il 50% degli ultraottantenni ne è colpita). Fra le varie complicanze cito solo quelle che meritano maggiore attenzione per la loro frequenza e la loro gravità come documentato dai vari studi: la polmonite varicellosa, mortale in un terzo dei casi, e le patologie vasculitiche, sempre più frequentemente riportate in letteratura, ma probabilmente sottostimate al presente. Il virus, infatti, trasportato a distanza dal sito di riattivazione dalle cellule mononucleate del sangue, può determinare degli infiltrati attivi nella tunica dei vasi arteriosi di medio e piccolo calibro, che a loro volta causano occlusioni manifeste clinicamente come fenomeni ischemici. Questi infiltrati, quando coinvolgono le arterie cerebrali, possono determinare fenomeni ischemici clinicamente indistinguibili da quelli da altre cause di occlusione arteriosa.

POTENZIAMENTO DELLE RISPOSTE IMMUNITARIE AL VIRUS VARICELLA/ZOSTER NEGLI ADULTI E NEGLI ANZIANI CON LA PRATICA DEL TAIJIQUAN: STUDIO RANDOMIZZATO E CONTROLLATO.

Michael R. Irwin, MD, Richard Olmstead, PhD e Michael N. Oxman, MDwz

(Dipartimento di Neuroscienze e di Malattie Infettive dell’Università della California di San Diego)

Obiettivi

Valutare gli effetti del Taijiquan sui livelli di immunità cellulo-mediata (CMI) rispetto al vaccino per l’infezione da Virus Varicella/Zoster (VZV) e sulla qualità della vita degli anziani.

Disegno dello studio

Studio prospettico, randomizzato e controllato con arruolamento dei soggetti a due bracci di osservazione della durata di 25 settimane: un gruppo praticante il Taijiquan ed un gruppo di controllo trattato con la vaccinazione. Dopo 16 settimane di intervento, i soggetti arruolati sono stati vaccinati con Varivax, il vaccino Oka/Merck VZV attenuato vivo autorizzato per prevenire la varicella.

Sono stati reclutati 112 soggetti di età compresa tra 59 e 86 anni appartenenti a due comunità urbane degli Stati Uniti tra il 2001 e il 2005.

Valutazioni

L’endpoint primario è stato la misurazione di VZV-CMI. Gli outcomes secondari sono stati calcolati in base ai punteggi del Medical Outcomes Study 36-item Short-Form Health Survey (SF-36).

Risultati

Il gruppo Taijiquan ha mostrato livelli più alti di VZV-CMI rispetto al gruppo di controllo (Po.05), con un significativo tasso di aumento (Po.001) che è stato quasi il doppio di quello riscontrato nel gruppo di controllo. Il Taijiquan da solo ha indotto un aumento del VZV-CMI che era paragonabile in grandezza a quello indotto dal vaccino della varicella e l’efficacia dei due fattori può essere sommata. Il Taijiquan, unitamente alla somministrazione del vaccino, ha prodotto un livello di VZV-CMI notevolmente superiore rispetto al livello del solo vaccino. Il gruppo del Taijiquan ha anche mostrato miglioramenti significativi nei punteggi SF-36 relativi alla condizione fisica, al dolore, alla vitalità e alla salute mentale (Po.05).

Conclusioni

Il Taijiquan aumenta i livelli di CMI specifico per VZV e potenzia gli effetti del vaccino della varicella.


Lucio Pippa, laureato in medicina e chirurgia a Bologna, svolge la sua attività professionale in medicina tradizionale cinese  (MTC) a Pescara dove insegna, in qualità di maestro, Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong nella Scuola di Arti Marziali Tradizionali Cinesi “Shen Long”. Ha conseguito la “Certificazione di erede dell’antica MTC” in quanto accettato come discepolo interno del Prof. Mao Dexi (Ospedale di MTC della Provincia di Henan nella città di Zhengzhou-Cina). È Presidente della “Fondazione onlus Camillo De Lellis per l’innovazione e la ricerca in medicina” di Pescara. È autore di varie pubblicazioni relative alla MTC, al Taijiquan stile Chen Xiaojia ed al Qigong.

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Milano: Seminario congiunto su Tongbeiquan e Taijiquan

Il 9 Febbraio, si terrà un seminario congiunto su Tongbeiquan e Taijiquan, aperto a tutti, condotto dalla Maestra Carmela Filosa e dal Maestro Stanislao Falanga.

Il programma previsto è riportato nel seguito:

  • Dalle 9.00 alle 13.00: Taijiquan e conferenza della Maestra Filosa
  • Dalle 15:00 alle 18:00: Wuxing Tongbeiquan con il Maestro Falanga

Per informazioni, contattare il Maestro Vito Cannillo (3296026768)

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Buone feste !!!

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La pratica del Taijiquan e la respirazione

La pratica del Taijijquan e la respirazione
(Maestro Fabrizio D’Ambrosio)

È indubbio che il Taijiquan sia una arte marziale. Tuttavia, da quando è iniziata la sua diffusione a livello planetario la pratica di tale disciplina è stata il più delle volte associata ad una forma di ginnastica dolce, anche per la contemporaneità di movimenti lenti e l’utilizzo della respirazione. Infatti, durante la pratica della disciplina, tutti i movimenti eseguiti sono fortemente connessi con la respirazione conducendo ad una cooperazione molto stretta tra la mente ed il respiro che si traducono in un processo sistematico di produzione, trasformazione e circolazione di energia all’interno del nostro corpo.  Sappiamo tutti che la dicitura energia dal punto di vista della fisiologia cinese sia una traduzione di comodo, visto che il termine corrispondente “Qi” è effettivamente non traducibile, data la gamma di significati diversi identificati dall’ideogramma cinese. In ogni caso, un principiante che si avvicini per la prima volta all’arte, dopo un paio di settimane di pratica quotidiana è già in grado di percepire dei cambiamenti del suo modo di muoversi e sperimenta un’aumentata capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli. Non è quindi un caso se il Taijiquan sia stato definito una forma di meditazione in movimento, dove l’oggetto di tale meditazione diventa il nostro stesso agire. Il ruolo che la respirazione svolge in tutto questo non è secondario e richiede un approfondimento che non può essere certamente riassunto nello spazio di questo articolo dove si proverà, invece, a mettere in luce uno dei tanti possibili aspetti.

Al principiante, all’inizio della pratica, viene detto di respirare in maniera naturale e di assecondare pertanto il proprio respiro. Con due raccomandazioni, quella di respirare solo con il naso e di posizionare la lingua sotto il palato con la punta dietro gli incisivi.  Per chi presta un minimo di attenzione, è facile in questo caso sperimentare la produzione di saliva e la sua successiva deglutizione durante la pratica. Se la respirazione solo attraverso le narici può essere accettata passivamente dal principiante, la posizione della lingua desta invece qualche perplessità se non incomprensione. Più che giustificata, visto che per poter dare una spiegazione è necessario avere qualche nozione elementare di fisiologia cinese e la conoscenza dei diversi tipi di Qi presenti all’interno del nostro corpo. In via estremamente semplificata possiamo dire che all’interno del nostro corpo esiste un complesso sistema di conduzione del Qi attraverso dei canali (jing luo) che dal punto di vista della medicina e della fisiologia occidentale non hanno alcun riferimento anatomico. La classificazione di questi canali esula dallo scopo di questo articolo ma in via generale possiamo dire che esistono dei canali principali, secondari e straordinari. Questi ultimi hanno lo scopo di mettere in relazione i canali principali con le zone tra loro comprese, con il compito di accumulare il Qi da distribuire al momento opportuno. In particolare, i canali straordinari trovano corrispondenza con il sistema nervoso centrale, il sistema di produzione del sangue, il sistema circolatorio, il sistema urogenitale, il sistema endocrino e il sistema osseo. Degli otto canali straordinari solo due possiedono percorsi e punti loro propri, gli altri sei, pur possedendo un percorso specifico, prendono a prestito i punti dei canali principali. Ci occuperemo quindi dei due canali straordinari “Du Mai” e “Ren Mai”, rispettivamente Vaso Governatore e Vaso Concezione, poiché è lungo il loro percorso che si trovano 12 punti che rivestono una importanza particolare. Essi sono stati simboleggiati in molti modi nella letteratura taoista e vengono rappresentati come 12 esagrammi dell’Yi Jing, i quali vengono a loro volta collegati ai 12 mesi dell’anno e alle 12 ore della giornata (corrispondenti ciascuna a due ore nel nostro conteggio abituale). La circolazione del Qi attraverso questi centri riflette, quindi, la modalità ciclica dei processi cosmici che determinano l’alternarsi di luce e buio e il cambiamento delle stagioni, come rappresentato nelle due figure seguenti.

Fig. 1 – da La Luna nel Lago: Yi Jing e Piccola Rivoluzione Celeste – Prima Parte di Paolo Racagni

Fig. 2 – Piccola Rivoluzione Celeste e diagramma Taoista rovesciato. L’immagine è Tratta dal libro di Georges Charles “Qi Gong ed Energia Vitale” Ed. Pendragon

Torniamo allora alla respirazione e alla conduzione del Qi  attraverso il corpo. Il punto di partenza su cui la mente si concentra durante la pratica è conosciuto come il Dantian, a circa 3 cm sotto l’ombelico, laddove il Qi è originariamente localizzato. L’azione congiunta della inspirazione e della concentrazione mentale solleva il Qi dal Dantian alla regione del plesso solare simboleggiata dal trigramma Li il cui significato principale è appunto fuoco. Con l’espirazione e la concomitante concentrazione mentale il Qi viene fatto discendere dal plesso solare al basso addome,  simboleggiato dal trigramma Kan il cui significato principale è quello di acqua. I movimenti verso l’alto e verso il basso inducono il Qi a circolare avanti indietro tra il plesso solare e il basso addome. Questo è il primo ciclo di purificazione noto anche con il nome di Piccolo Circuito Celeste che simboleggia l’unione di fuoco e acqua. La sua pratica purifica il Qi e lo prepara per la fase successiva di purificazione e di circolazione del Grande Circuito Celeste.

Una parte di tale circuito inizia percorrendo i due canali straordinari Du Mai e Ren Mai. Durante l’inspirazione il Qi viene dapprima guidato verso il basso, dal Dantian alla base della spina dorsale e poi verso l’alto, lungo la schiena, dalla estremità inferiore del canale Du Mai attraverso il coccige e su per il canale lungo la spina dorsale fino alla sommità della testa. Durante l’espirazione e il movimento discendente il Qi viene fatto scendere dalla sommità del capo fino alla base della bocca dove entra nel canale Ren Mai che percorre la parte centrale del corpo fino a raggiungere nuovamente il punto di partenza. Il percorso del Grande Circuito Celeste è analogo al passaggio delle quattro stagioni nel corso dell’anno. Il passaggio dall’addome alla spina dorsale è la primavera; dalla spina dorsale alla sommità della testa è l’estate; dalla sommità del capo fino al torace è l’autunno, e dal torace all’addome è l’inverno.

La fase di inspirazione conduce il Qi attraverso i primi otto centri, quella di espirazione attraversi i successivi sei. La lingua sotto il palato con la punta dietro gli incisivi consente, non solo simbolicamente, di collegare tra di loro le otto fasi dell’inspirazione con le sei dell’espirazione. Il Qi viene condotto dalla zona genitale  fino alla base della spina dorsale e, in seguito, lungo la colonna vertebrale fino alla sommità della testa. Successivamente, questo viene diretto giù, dalla sommità della testa fino alla gola dove diviene saliva e poi giù lungo il torace fino all’addome. Il classico del Taijiquan chiamato il Canto delle 13 posizioni afferma: “quando la parte bassa della spina dorsale viene mantenuta dritta il Qi raggiungerà la sommità della testa (Du Mai).  Il Trattato così prosegue: “quando la nuca è eretta, usa la mente per dirigere il Qi verso la sommità della testa e poi per affondarlo giù nell’addome” (Ren Mai).

L’accumulo e la conduzione del Qi nel corpo sono stimolati naturalmente da una pratica regolare che conduce all’acquisizione di un metodo che risulti chiaro in primis a noi stessi. Durante la pratica non si dovrebbe mai forzare per avere dei risultati. Solo quando il metodo sia diventato sufficientemente chiaro, sarà possibile dedicarsi, successivamente, in maniera consapevole alla conduzione del Qi.

Riferimenti bibliografici

  • Da Liu – Taijiquan e meditazione – Ubaldini editore
  • L. Pippa, C. Filosa, C. Paiju, R. Crepaldi, L. Sotte – Taijiquan stile chen xiaojia e qigong – Casa editrice Ambrosiana

Maestro Fabrizio D’Ambrosio III° Duan di Taijiquan stile Chen Xiaojia. Ha incontrato il Taijquan stile Yang a metà degli anni ’80 grazie al Maestro Roger Wohletz, allievo di Kai Ying Tung, con il quale ha conseguito il primo livello di istruttore dello stile. Dal 2002 pratica lo stile Chen Xiaojia come allievo della Maestra Carmela Filosa. Ha conseguito le qualifiche di allenatore e di istruttore. Collabora all’insegnamento dello stile presso la palestra di San Giorgio a Cremano (NA) e nell’ambito dei corsi per gli istruttori dello stile dell’associazione ICXJ.

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ITYWA ICXJ Festival 2018

Alcune foto dell’evento

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Il Maestro e l’insegnamento delle Arti Marziali

Il Maestro e l’insegnamento delle Arti Marziali
(Maestro Claudio Romoli)

Sono ormai 50 anni che pratico le Arti Marziali e vorrei condividere con voi alcune riflessioni di questa mia esperienza. Inizio dal fattore per me determinante: il Maestro.
Nelle Arti Marziali il rapporto con il Maestro è fattore decisivo per la comprensione e quindi la riuscita nell’Arte che si vuole praticare. Ma chi è il Maestro? Per definire tale figura, considero determinanti due punti:

  1. Il Maestro è colui che riesce a valorizzare il talento dell’allievo, con il desiderio sincero di essere superato dall’allievo stesso.
  2. Un buon Maestro rimane tale se continua ad essere un buon Allievo.

Nel percorso di pratica, ciò che premia è il senso di appartenenza verso il proprio Maestro, che, se è tale, farà sì che il Maestro stesso al momento opportuno sarà orgoglioso di trasmettere la fonte della propria conoscenza. Essere Maestro è una vocazione, è una chiamata, bisogna cercare, applicarsi, studiare, praticare, seguire, ma poi si è scelti dal proprio Maestro, dagli allievi, dalle circostanze della vita, tutto questo permette il realizzarsi della missione del Maestro.

Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati fonte di trasformazione sostanziale! L’incontro con la Maestra Carmela Filosa e la sua scuola sono stati per me una rivoluzione copernicana, ho iniziato a scoprire la cultura cinese, un mare infinito! La fatica del ricominciare (alla mia età) è stata ben presto soppiantata dalla enorme passione che è nata in me per ciò che studio, grazie anche alla Maestra che me l’ha trasmessa, e questo dato è fondamentale per poter costruire qualcosa. La passione coinvolge e così, quasi senza accorgermene, nel 2013 è nata la scuola “Aragorn” a Pesaro.

“Aragorn” è stata impostata proprio come una scuola, dove ad ogni sessione di esame per il passaggio di cintura, le valutazioni sull’allievo vengono fatte in base a cinque criteri: Frequenza, Fedeltà, Appartenenza, Teoria e Pratica.
I primi tre criteri (Frequenza, Fedeltà e Appartenenza) li posso verificare soltanto io, dal momento che mia è la convivenza con le classi, mentre gli ultimi due (Teoria e Pratica) rimangono al giudizio insindacabile della Maestra che è presente alle sessioni di esami.

Frequenza vuol dire che l’allievo segue costantemente le lezioni, facendo, volta per volta, penetrare dentro di sé (come la goccia che scava la roccia) l’esperienza che cerco di trasmettere.

Fedeltà è la conseguenza diretta della Frequenza, frequentando assiduamente si diventa capaci di seguire e si entra piano piano nella forma mentis dell’arte che pratichiamo.

Appartenenza è secondo me qualcosa di più sublime, è diventare parte dell’arte, della scuola, del Maestro! Non molti raggiungono buoni voti in questo aspetto!

Molti sono assidui nella Frequenza (sono sempre presenti, quasi meccanicamente), altri sono Fedeli (hanno chiaro il motivo per cui vengono), pochissimi Appartengono, perché questo implica condividere una parte di sé con un altro, partecipare con passione alla pratica, approfondire la conoscenza, incominciare ad imitare e poi a muoversi come il Maestro, partecipare della passione stessa del Maestro. Paradossalmente si può Appartenere ed essere poco Fedeli! Magari perché mancano alcune condizioni per essere fedele, ma il cuore è rivolto al Maestro.

Il Maerstro Claudio Romoli svolge la sua attività a Pesaro e Rimini in qualità di BioPranoterapeuta dal 2003 e di Operatore di Medicina Tradizionale Cinese in massaggio Tuina dal 2005.
Maestro III° Duan di Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong, insegna nelle palestre di Pesaro e Rimini dal 2011.

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IV Trofeo Nazionale Tong Yuan-CSEN Taolu Tradizionali

La gara avrà luogo domenica 9 Dicembre 2018  presso il Palazzetto dello Sport di Cercola. Per gli associati alla Italy Chen Xiaojia sarà cosi composta:

  1. SI ZHENG TAIJIQUAN
  2. FORMA 20 MANI NUDE TAIJIQUAN CHEN XIOAJIA
  3. FORMA INTERMEDIA E FORMA YI LU
  4. SI ZHENG TAIJIJIAN
  5. FORMA 20 SPADA
  6. SCIABOLA O SPADA TRADIZIONALE
  7. GARA MASTER (riservata ai soli Maestri accreditati Italy Chen Xiaojia)

La gara avrà valenza sportiva poiché patrocinata dallo C.S.E.N.

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La pratica del Taijiquan nella preparazione al parto.

La pratica del Taijiquan nella preparazione al parto.
(Maestra Annamaria Dallanoce)

Nella mia ventennale esperienza di praticante e poi insegnante di Taijiquan stile Chen Xiaojia ho avuto diverse allieve ‘’in dolce attesa’’ che non hanno voluto sospendere la pratica del Taiji durante la gravidanza.

Quindi, in sintonia e monitoraggio dei rispettivi ginecologi, abbiamo adattato la pratica al momento particolare, rallentando i ritmi e gli sforzi per il percorso di preparazione al parto.

A partire dal 3°mese, abbiamo lavorato sull’allungamento della colonna vertebrale e il rilassamento del bacino dalla posizione Mabu, integrando respirazione e movimenti ampi delle braccia allo scopo di favorire distensione e prevenzione delle tensioni lombo-sacrali .

Ho fatto sempre eseguire i passi in avanzamento e laterali, anche con accompagnamento dei movimenti degli arti superiori, per mantenere il radicamento, l’equilibrio, la respirazione lenta e in sintonia con il movimento.

Queste attività sono state un ottimo supporto nella gestione delle nausee.

Il lavoro sulle gambe e le anche è risultato un grande aiuto nella stimolazione del drenaggio linfatico oltre che nel rinforzare la muscolatura degli arti inferiori, soprattutto in quelle allieve che avevano scelto di partorire in piedi.

Tra le varie tecniche, la più richiesta è sempre stata ‘Mani come nuvole’, per il grande effetto di rilassamento psico-fisico e la facilitazione nel sentire fluire il respiro.

Al momento ricordo almeno 8 bimbi nati dopo corso pre-parto Taiji.

La maestra Annamaria Dallanoce durante un allenamento

Fisioterapista dal 1982, insegnante di yoga dal 1988, la maestra Annamaria Dallanoce pratica Taijquan dal 1994. Maestro III Duan, insegna Taijiquan da almeno 15 anni.

Utilizza il Taijiquan come terapia riabilitativa alternativa , insegnando/praticando con clienti di svariate tipologie , dal preparto , alle fibromialgia, al Parkinson.

Insegna a Portici e a Torre del Greco.

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xiaojia.it e chenxiaojia.it

Da oggi, ci trovate anche su www.xiaojia.it e www.chenxiaojia.it

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I 36 errori nel Tuishou – Chen Xin (prima parte)

推手三十六病    陈鑫 
I 36 errori nel Tuishou  –  Chen Xin 
(traduzione della Maestra Carmela Filosa)

(Prima parte)

Chen Xin (1849-1929), detto Chen Pinsan, XVI generazione del Taijiquan della famiglia Chen, è stato colui che ha posto una pietra miliare nella sistematizzazione della teoria del Taijiquan. Il suo testo “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” riassume il sistema tecnico e teorico dello stile dalla prospettiva della cultura cinese tradizionale e rivela i profondi fondamenti filosofici del Taijiquan stesso. Per questo motivo egli è un punto di riferimento importante non solo per chi studia lo stile Chen Xiaojia, di cui è, a giusta ragione, uno dei più eminenti rappresentanti tra gli antenati dello stile, ma anche di tutti coloro che studiano il Taijiquan in generale.

Il presente articolo è la traduzione di un suo famoso scritto: I 36 errori nel Tuishou.

Il termine usato da Chen Xin è, in realtà, bing – malattia, a sottolineare come queste, pur essendo spesso delle tecniche o principi utilizzabili in altri contesti, tuttavia nel Tuishou rappresentino delle cattive abitudini che allontanano il praticante dalla possibilità di sviluppare delle abilità superiori.

(1)抽 Chōu
Trarre a sé, togliere (chou, è non essere riusciti a entrare con la tecnica/posizione, sapere che si è già sconfitti, e si spera in chou per ritirare il corpo.)

(2)拔 Bá
Tirare fuori, estrarre (ba, è tirar fuori, scappar via ritirando indietro – i movimenti.)

(3)遮 Z
Coprire (zhe, è coprire/nascondere la – propria – persona con le mani.)

(4)架 Jià
Sostenere in alto (jia, è supportare verso l’alto con il – proprio – braccio la mano dell’altra persona.)

(5)盍打/Hé
Colpire con qualcosa (he da, è come se uno colpisse delle cose con altre cose direttamente, tirando colpi come capita.)

(6)猛撞 Měng zhuàng
Sbattere contro (colui che colpisce sbattendo contro, impatta in maniera improvvisa, arrivando avventatamente, conta su coraggio e forza per colpire duramente, non come dovuto alla spontaneità, bensì come desiderio di ottenere la vittoria frettolosamente.)

(7)躲闪 Dshǎn
Scansarsi (colui che si scansa/schiva, usa il corpo per evitare la mano dell’avversario; fa un’improvvisa schivata – il che vuol dire che lascia il contatto, n.d.T. – facendo cadere il suo avversario.)

(8)侵凌 Qīn líng
Invadere, aggredire e maltrattare (colui che invade vuole entrare nella sfera di controllo dell’avversario e controllarlo maltrattandolo.)

(9)掣 Chè
Tagliare (come usare una spada per tagliare qualcosa.)

La Maestra Carmela Filosa ed il Maestro Vito Marino nell’esercizio del Tuishou

 

(Fine prima parte)

 

Ricordo a tutti i lettori che la teoria, se non supportata da una pratica assidua sotto la guida di un maestro competente, è inutile o, peggio, fuorviante.

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