Nei giorni 28 e 29 Settembre, si è tenuta a Palermo la prima tappa del corso istruttori della Italy Chen Xiaojia, tenuto dalla Maestra Carmela Filosa. Il sabato mattina è stato dedicato al seminario “Cerchi e spirali nelle principali tecniche a mani nude e di spada. Pratica di tuishou“, aperto a tutti i praticanti della ICXJ.

Ecco alcune foto dell’evento

Le prossime date del Corso Istruttori 2020:

L’elenco degli eventi previsti per l’anno sportivo 2019/2020

CORSO ISTRUTTORI A NAPOLI

  • 12-13 ottobre 2019
  • 23-24 novembre 2019
  • 14-15 dicembre 2019
  • 11-12 gennaio 2020
  • 08-09 febbraio 2020
  • 14-15 marzo 2020
  • 18-19 aprile 2020
  • 16-17 maggio 2020

CORSO ISTRUTTORI A PALERMO

  • 28-29 settembre 2019
  • 30 novembre-01 dicembre 2019
  • 29 febbraio-01 marzo 2020
  • 09-10 maggio 2020

CORSO ISTRUTTORI A PESCARA

  • 19-20 ottobre 2019
  • 25-26 gennaio 2020
  • 28-29 marzo 2020
  • 23-24 maggio 2020

SEMINARI

SEMINARIO A MERANO

  • 07-08 settembre 2019

SEMINARI A PESARO

  • 21-22 dicembre 2019
  • 04-05 aprile 2020

SEMINARI CONGIUNTI TAIJIQUAN/TONGBEIQUAN

  • 01-02 febbraio 2020 MILANO (Maestro Vito Cannillo)
  • 21-22 marzo 2020 FIRENZE (Maestri Massimiliano Campaini e Antonio Peis)

SEMINARIO NAZIONALE DI FINE ANNO A ROCCAPORENA

  • 30/31 maggio – 01 giugno 2020

Le attività della Italy Chen Xiaojia si spostano all’aperto

taichi parco verde

Se volete assistere o partecipare ad una delle nostre lezioni, ci trovate a:

  • San Giorgio a Cremano (NA): il 9 ed il 15 luglio, dalle 19:00, presso Villa Vannucchi (riferimento Maestra Sarah Falanga)
  • Palermo: tutti i martedì di luglio, dalle 18:00 alle 19:30, presso Giardino Vincenzo Florio (adiacente allo Stadio delle Palme) (riferimento Maestro Vito Marino)
  • Roma: tutti i mercoledì, dalle 19:00 alle 20:00, presso il Parco di via Viner, zona Axa Malafede (riferimento Maestro Nazzareno de Cave)
  • Pesaro: 4 ed 11 luglio, dalle ore 19:00 alle 20:00, presso gli Orti Giulii (riferimento Maestro Caudio Romoli)

Palermo
Napoli
Napoli
Pescara

A PROPOSITO DI YIN-YANG NEL TAIJIQUAN E NELLA SUA DIDATTICA

(Maestro Vito Marino)

Le due Teorie di base della Medicina Tradizionale Cinese sono quelle di yin-yang e dei Cinque Movimenti wuxing. Il grande sinologo Joseph Needham parla delle due teorie come facenti parte della Scuola dei Naturalisti, la cui fondazione è attribuita a Zou Yan, sviluppatasi nel periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.) e chiamata proprio Scuola Yin-Yang yinyangjia. Needham riconosce anche che “Non ci può essere dubbio che l’uso filosofico dei termini dati verso l’inizio del IV secolo a.C., e che i passaggi nei testi più vecchi che menzionano questo uso sono interpolazioni effettuate più tardi di quel tempo.”

Possiamo quindi affermare che la Teoria yin-yang sia uno dei fondamenti storici di tutta la cultura tradizionale cinese, compreso il taijiquan, che alla Suprema Polarità yin-yang deve il suo nome.

Non parlerò del concetto di yin-yang in generale, argomento conosciuto da tutti i seri praticanti di arti marziali, mentre mi soffermerò sul rapporto tra le leggi che ne governano i rapporti e la didattica del taijiquan.

Leggi dello yin-yang

Yin e yang sono opposti. Giorno e notte sono opposti, il versante soleggiato di una collina e il suo versante in ombra sono opposti, l’interno e l’esterno del corpo sono opposti, l’alto e il basso del corpo sono opposti.

Nel taijiquan lo yin e lo yang, come per esempio il vuoto e il pieno, devono essere “chiaramente distinti”, opposti, in quanto lo sono yin e yang in natura per definizione. Se una gamba riceve il 70% del peso del corpo, come nella gongbu, l’altra ne riceverà necessariamente il 30%, in quanto polo opposto della dialettica yin-yang. Il petto è yin, il dorso è yang: “contenere il petto, incurvare la schiena”, hanxiong babei, indica che la parte anteriore del corpo, che è yin, deve essere contenuta in quanto accumula energia, la parte posteriore del corpo, che è yang, deve essere distesa in quanto deve lasciare scorrere il jin, la forza muscolare, fino alle mani.

Yin e yang sono complementari. Lo yin da solo o lo yang da solo non esistono. Sarebbe come ammettere l’esistenza del giorno senza la notte, come il concepire una sola faccia di una medaglia.

Allo stesso modo nel taijiquan il radicamento è complementare alla rapidità, il radicamento da solo è staticità, la rapidità da sola è vuota. La solidità della parte inferiore del corpo, in quanto analoga alla terra, è complementare alla leggerezza della parte superiore, analoga al cielo. La rapidità e la leggerezza sono complementari al radicamento e alla solidità.

Al crescere dello yang corrisponde il decrescere dello yin e viceversa. Al crescere della luce diurna corrisponde il decrescere del buio della notte, e poi al crescere dell’ombra e dell’oscurità corrisponde il decrescere della luce del giorno.

Nel taijiquan queste legge viene applicata in ogni movimento, Prendiamo ad esempio la coppia yin-yang accumulo/rilascio. In ogni tecnica si passa da un momento in cui si è nella massima condizione di accumulo e di interiorizzazione della forza a una fase in cui gradualmente essa viene portata verso l’esterno, ed emessa nel caso in cui la tecnica si completi con un fali/fajin. Il peso si sposta gradualmente da una gamba all’altra, e al crescere dello yang/pieno corrisponde il decrescere dello yin/vuoto.

A determinate condizioni lo yang si trasforma in yin e viceversa. Questa condizione è che lo yang o lo yin abbiano raggiunto il loro culmine. Arrivati al solstizio d’estate le giornate devono necessariamente accorciarsi, arrivati alla mezzanotte la luce deve necessariamente cominciare a crescere.

Nel taijiquan questo è il motivo per cui diciamo “il movimento deve arrivare fino alla fine”, in quanto questa è la condizione necessaria perché una tecnica possa trasformarsi correttamente nella successiva. Quando il movimento di accumulo ha raggiunto il suo massimo si trasforma in rilascio.

La ricerca dello yin e dello yang in ogni movimento del taijiquan è la chiave per una migliore comprensione dell’Arte stessa. Quale aspetto in un determinato momento è yin e quale yang? Da quale aspetto yin sta per nascere l’aspetto yang che ne è complementare? Come avviene la transizione tra yin e yang nel mio corpo in una determinata tecnica? Quando ho raggiunto la fine della tecnica e quindi posso trasformarla nella successiva?

Esaminiamo come esempio di applicazione delle leggi yin-yang la tecnica Yema Fenzong, Dividere la Criniera del Cavallo Selvaggio.

Yin e yang sono opposti. Cerco di sentire bene la distribuzione del peso, come la gamba anteriore sia quella piena, come la gamba posteriore sia all’opposto vuota, mi concentro sulla sensazione di attività, espansione ed esteriorizzazione della mano che va avanti e verso l’alto yang, e contemporaneamente su quella che va verso l’interno e in basso yin.

Yin e yang sono complementari. Cerco di sentire non solo la opposizione, ma anche la la complementarietà del movimento di accumulo yin con quello di espansione yang. Mi concentro sulla sensazione di complementarietà tra l’azione della mano avanti e in alto e l’azione, altrettanto importante, della mano dietro e in basso.

Alla crescita dello yang corrisoponde la decrescita dello yin e viceversa. Cerco di sentire in modo consapevole come al crescere dell’aspetto yang di una mano corrisponda il decrescere dell’aspetto yang dell’altra, di come avvenga il trasferimento del peso da una gamba all’altra.

Trasformazione reciproca tra yin e yang. Cerco di individuare il momento in cui una tecnica o una sua parte è arrivata alla fine e come da quel momento inizi la trasformazione nella successiva.

Didattica del taijiquan

Accanto a questo aspetti legati alla applicazione della polarità yin-yang, la Suprema Polarità, a mio avviso è tutto il progetto didattico del taijiquan che è attinente alla regola superiore della dialettica yin-yang.

La nascita appartiene allo yin, la crescita culmina con lo sviluppo e la maturazione dello yang. Seguono poi la decrescita e il ristagno, che portano a maturazione e compimento la vita.

“L’essere umano nasce morbido e debole (flessibile) e muore rigido e duro. … Per questo il rigido e duro appartiene alla morte, il morbido e debole (flessibile) appartiene alla vita.” (Daodejing)

Nascita e morte appartengono entrambi alla vita, ma il suo inizio è legato alla morbidezza, al rilassamento, alla fluidità, qualità che per prime si sviluppano nell’apprendimento del taijiquan. Dal morbido poi deve potere naturalmente nascere anche il duro, ma la scommessa del taijiquan è quella di cercare di sviluppare una durezza particolare, il “duro ma non rigido”. In altre parole, di portare a maturazione lo yin e lo yang senza percorrere necessariamente la strada che dalla nascita porta alla morte.

Come diceva Leung Kwok-po, Maestro Taoista di Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese e Qigong: “L’obiettivo della pratica è quello di diventare Immortali. Se questo non è possibile cerchiamo almeno di essere longevi. Se anche questo non dovesse essere possibile, cerchiamo almeno di rimanere fino alla fine della nostra vita in buona salute!”

Molto cinese…

maestro vito marino

Maestro cintura nera III Duan, Vito Marino nasce a Sciacca il 7 luglio 1954.

Medico Agopuntore e Insegnante di Medicina Tradizionale Cinese e di Qigong, Presidente dell’Associazione QI, Scuola di Medicina Tradizionale Cinese.

Dopo avere studiato e praticato Aikido, Karate semi-contact, Wing Chun e Taijiquan stile Yang, nel 2002 inizia lo studio del Taijiquan stile Chen Xiaojia con la Maestra Carmela Filosa, erede di XIII generazione dello stile e XXI generazione della famiglia Chen. Nel 2012 ha l’onore di diventare discepolo tudi della Maestra Carmela Filosa ed erede dello stile di XIV generazione.

Socio fondatore e Responsabile per la Sicilia della Italy Chen Xiaojia (gruppo Longqi), insegna Taijiquan a Palermo presso l’Extra Fitness Club di Corso Camillo Finocchiaro Aprile 128.

Di seguito le date del corso istruttori per l’anno sportivo 2018/2019 a Palermo:

  1. 13-14 ottobre 2018
  2. 01-02 dicembre 2018
  3. 02-03 marzo 2019
  4. 11-12 maggio 2019

Possono accedere al corso di formazione per tecnici, gli allievi che abbiano almeno tre anni di pratica dello stile Taijiquan  Chen Xiaojia. L’ammissione al corso è comunque a discrezione del Direttore Tecnico Nazionale

Per informazioni:

Segreteria Nazionale ICXJ
Mario Lucci
segreteria@icxj.it

Pescara

Napoli (I corso)

Napoli (II corso)

Palermo

 

Questo è il motto della Giornata Mondiale del TaiChi e QiGong che ricade il prossimo 28 Aprile.

E’ un evento annuale che dal 1999 ricorre ogni ultimo sabato di aprile in più di 60 nazioni con lo scopo di promuovere le discipline del Tai Chi Chuan  e del Qi Gong.

La raccolta globale di scuole e insegnanti presente sul sito mondiale del “World Tai Chi and Qigong Day” non seleziona o discrimina, né raccomanda gli insegnanti elencati, così come non fa discriminazioni fra i vari stili di Tai Chi o di Qi Gong ma esorta alla pratica di queste discipline per la cura del corpo e della mente.

La giornata mondiale del TaiChi e del Qi Gong è stata ufficialmente riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite per la partecipazione all’iniziativa “Move for Health”.

Di seguito le attività dei nostri gruppi:

  • Pratica libera e dimostrazioni di Taijiquan da parte del gruppo Qingfeng, dalle 10:30 alle 11:30, presso Villa Vannucchi (zona centrale) a San Giorgio a Cremano
  • Pratica libera e dimostrazioni di Taijiquan da parte del gruppo Qingfeng, dalle 17:00 alle 18:00, presso Villa Comunale (zona Casina Pompeiana) a Napoli
  • Pratica libera e dimostrazioni di Qigong e di Taijiquan da parte del gruppo Longqi della ICXJ e dell’Associazione Qi, dalle 17:30 alle 19:45, presso Ville Case Rocca (accanto allo Stadio delle Palme) in Viale del Fante a Palermo

Le data previste per il corso istruttori a Palermo, per l’anno sportivo 2017/2018, sono:

  • 7-8 ottobre 2017
  • 20-21 gennaio 2018
  • 24-25 marzo 2018
  • 9-10 giugno 2018

Possono accedere al corso di formazione per tecnici, gli allievi che abbiano almeno tre anni di pratica dello stile Taijiquan Chen Xiaojia. L’ammissione al corso è comunque a discrezione del Direttore Tecnico Nazionale e del Direttore Tecnico Regionale