Il rapporto tra taijiquan e qigong

(Maestro Vito Marino)

Lian quan bu lian gong, dao lao yi chang kong!

Allenare l’arte marziale ma non allenare il (nei) gong (le capacità interne, l’energia interna), da anziani tutto sarà (reso) inutile.

In molte scuole di taijiquan contemporanee si insiste sulla importanza del coniugare qigong e taijiquan. Ma come farlo nella pratica è abbastanza nebuloso. Di solito si associa, specialmente all’inizio della lezione, l’esecuzione di diversi tipi di metodi di qigong, come i baduanjin Otto Pezzi di Broccato, o il zhanzhuang stare Dritti come un Palo. A mio avviso questo è molto utile ma per lo più non è abbastanza se fatto come un semplice riscaldamento o rilassamento o rinforzo degli arti inferiori.

Ma innanzitutto perché si dovrebbe associare il qigong al taijiquan?

Come tutti sanno Chen Wanting, il quale eccelleva sia nelle lettere che nelle arti marziali, diede origine al Taijiquan basandosi non solo sulle tecniche a mano nuda e armi tramandate dai suoi antenati e probabilmente su altri metodi di combattimento diffusi all’epoca, ma anche aggiungendo al suo sistema l’applicazione della teoria dei canali e collaterali jingluo propria della medicina cinese e le tecniche per la salute e la lunga vita che sarebbero poi state definite complessivamente qigong, compreso il sistema teorico che ne stava alla base.

Non possiamo sapere di preciso cosa si praticasse a quell’epoca, in quanto molto si è perduto, ma da quello che si legge nel Canone Illustrato del Taijiquan della Famiglia Chen di sicuro si mescolava in qualche modo l’alchimia interna taoista alle tecniche marziali. Come dire che l’essenza del qigong era all’interno del metodo stesso di allenamento.

Oggi molto spesso il taijiquan è ridotto a un esercizio aggraziato o spettacolare senza occuparsi tanto dell’aspetto “interno”, e questo atteggiamento non permette di svilupparne tutte le potenzialità anche in ambito di salute ed evoluzione personale. La storia del taijiquan riporta spesso guarigioni da malattie anche gravi con la sua sola pratica, e recentemente in Cina è stato molto propugnato il suo uso per prevenire l’infezione da COVID-19 e contribuire alla cura in ospedale di chi fosse già contagiato e malato. Quanto di questo potenziale viene oggi messo a disposizione dei praticanti?

A mio avviso bisognerebbe recuperare una sorta di “pratica del taijiquan nello stato di qigong” per sviluppare tutte le sue possibilità di guarigione e di mantenimento della salute. Ma questo cosa significa in pratica? In questa ottica prenderò in considerazione due elementi.

  1. La pratica del taijiquan dovrebbe essere accompagnata alla “introversione della coscienza”.
  2. La pratica del taijiquan dovrebbe essere accompagnata da specifici esercizi di qigong che rendano la zona lombare scorrevole.

Coscienza introvertita e taijiquan

Significa usare in modo cosciente la mente portando l’attenzione all’interno del corpo. Questo concetto ha due aspetti.

Il primo aspetto è che di solito nella vita quotidiana l’attenzione, la mente è rivolta all’esterno, verso gli oggetti, le persone. La pratica del qigong, o “sviluppare attraverso l’esercizio assiduo l’abilità di aumentare e controllare il qi” richiede invece di introvertire la coscienza e concentrarla sui propri fenomeni vitali come la respirazione, o sulla fonte da dove scaturisce il proprio movimento come la zona lombare nel taijiquan. Quando la mente è concentrata sulla esecuzione del movimento piuttosto che all’esterno, il qi messo in movimento rinforzerà il qi interno.

Il secondo aspetto è che nella vita quotidiana la mente passa da un punto a un altro, come una scimmia che salta da un ramo a un altro senza un motivo vero e proprio, tanto da essere definita proprio mente-scimmia xinyuan 心猿; il termine origina dal Buddismo ma è stato adottato successivamente dai taoisti, dai neo-confuciani, e si ritrova nella poesia e nella letteratura cinese tradizionale e moderna.

I contenuti dell’attività mentale cambiano continuamente. Nel qigong, e nel taijiquan, l’attività mentale dovrebbe essere concentrata su un solo contenuto, una sola direzione. Si potrebbe addirittura dire che questo punto è il più qualificante per definire una attività ”qigong”. Nella pratica il comando di eseguire un movimento dovrebbe essere consapevolmente impartito dalla mente, senza che si frappongano tra comando ed esecuzione altri elementi come per esempio “chissà se sto facendo bene”, o “e dopo quale altra tecnica viene?”.

Punti cardine per riempire il corpo di qi rilassando la zona lombare

Come trasformare semplici esercizi di allungamento e distensione in metodi di qigong che possano liberare e riempire la zona lombare?

Con queste domande intendiamo porre una questione molto semplice: cosa è davvero necessario associare alla pratica del taijiquan per facilitare la trasformazione di ogni suo movimento in una pratica di qigong? Prenderò ad esempio due tecniche del zhineng qigong, la prima di allungamento della catena muscolare posteriore e apertura del mingmen, la seconda una variante secondo il zhineng qigong dello stesso zhanzhuang, il sanxinbing zhanzhuang.

Zhituizuo 直腿坐 – stretching della catena posteriore da Seduti con le Gambe Distese

  1. Seduti a terra con le gambe dritte, schiena dritta, addome rientrato, piedi uniti, ginocchia possibilmente che si toccano, mani sulle ginocchia.
  2. Inspirando tirare in su huiyin (il centro del perineo) e rientrare delicatamente l’ombelico verso mingmen (tra la seconda e la terza vertebra lombare, all’opposto dell’ombelico).
  3. Espirando rilassare tutto il corpo che può scendere in avanti un altro po’.
  4. Ripetere 2 e 3 per diversi minuti.
  5. Rilassare tutte le articolazioni dalla testa alle dita dei piedi tornando al punto 1, schiena dritta.
  6. Sollevare in diagonale le braccia come a sollevare dalla terra una grande sfera di qi in alto fin sopra la testa nel cielo e riversarla dentro il corpo piegando un po’ I palmi verso la testa, poi fare scendere la mani fino al dantian.
  7. Lentamente rialzarsi e con I piedi in kaibu fare 3 larghe rotazioni dei fianchi, senso orario e poi 3 rotazioni in senso antiorario.
  8. Riunire I piedi, portare le mani sul dantian e nutrire di qi l’interno ancora brevemente.
Zhituizuo

Lo scopo principale di questa postura è rilassare e aprire la parte bassa della schiena, rilassare la pelvi, le articolazioni dell’anca, le radici delle cosce e i muscoli posteriori delle cosce e delle gambe.

Sanxinbing zhanzhuang 三心并站桩stare Dritti come un Palo per Mescolare i Tre Centri

  1. Riunire i piedi, corpo centrato. Le mani sono lungo i fianchi in modo naturale. Lo sguardo è lontano, dove terra e cielo si incontrano. Gli occhi si chiudono lentamente. Si raccoglie lo sguardo che, seguendo la chiusura delle palpebre, si ritira all’interno insieme al qi e diventa tutt’uno con la mente. La bocca come atteggiata a un accennato sorriso. Respirazione naturale con il naso.
  2. Aprire la punta dei piedi di 90°, quindi aprire i talloni di 90° fino ad assumere una forma leggermente a “V” rovesciata. Dopo aver assunto questa posizione, il qi si diffonderà immediatamente lungo i meridiani yang che corrono sul lato esterno delle gambe. Con i piedi rivolti verso l’interno, i tre meridiani yin del piede si rilassano naturalmente e questo permette di incrementare la funzione di ascesa dello yin e discesa dello yang dei meridiani degli arti inferiori.
  3. Solleviamo le braccia lateralmente fino a riunire i palmi sopra la testa, che poi scendono e si fermano in posizione di preghiera davanti al petto.
  4. Si spingono in avanti le mani fino ad assumere la posizione “sostenere una palla davanti al petto”. Le ginocchia si piegano senza oltrepassare la punta dei piedi. Le cosce sono senza tensione. La parte della vita corrispondente al punto mingmen viene spinta indietro, come in posizione seduta. La testa deve essere bilanciata e diritta, sospesa dall’alto, come se fosse nello spazio. Rilassare il petto. Rilassare le vertebre lombari, i legamenti e i muscoli della zona lonbare. Sollevare huiyin e il perineo.  L’altezza della posizione dipende dalla condizione fisica del praticante.
  5. Il pensiero da ogni parte del corpo è raccolto nel dantian: dalla sommità del capo verso il basso; dal centro della pianta dei piedi verso l’alto e dal centro dei palmi delle mani verso l’interno. Questi “tre centri” convergono nel dantian. Il nome sanxinbing “fusione dei tre centri” ha questa origine. Rimanere in posizione per 10′-30′ o più.
  6. Alla fine, il corpo lentamente si raddrizza. I piedi si riuniscono (con lo stesso movimento della posizione di partenza, ma eseguito al contrario). Le mani si riuniscono in posizione di preghiera davanti al petto. Continuano a salire fino ad arrivare sopra la sommità della testa immaginando di giungere allo zenit. Le mani si separano con i palmi che ruotano in avanti. Le braccia scendono da entrambi i lati fino all’altezza delle spalle e poi tornano rilassate accanto ai fianchi.
Sanxinbing zhanzhuang

Questo esercizio mobilizza velocemente il qi. Possono rapidamente apparire dei leggeri tremolii o dondolii del corpo. Questo esercizio è un metodo fondamentale di qigong per le arti marziali. Un leggero dondolio o tremolio sono manifestazioni di rilassamento del corpo. Tuttavia bisogna fare attenzione a non lasciar assorbire il pensiero nel dondolio o tremolio, per quanto piacevole.

Conclusioni

Per ottenere tutti gli effetti sulla salute e sulla evoluzione personale la pratica del taijiquan a volte può essere integrata da metodi di qigong specifici e un metodo di allenamento che privilegi la qualità sulla quantità. Per esempio, spesso viene sottovalutata l’importanza di direttive come l’esercitarsi su singole tecniche in modo da facilitare il lavoro interno del taiji, come spesso consiglia la Maestra Carmela Filosa, o di associare un lavoro di liberazione e distensione della zona lombare, come sottolinea il Maestro Stanislao Falanga e come ribadito dalla Maestra Chen Peiju.

Ricordiamoci che “i lombi sono la casa dei reni” e della yuanqi, l’energia originaria ereditaria! Esercitarsi per distendere la zona lombare migliora il funzionamento del qi dei reni, tanto che un detto tradizionale recita che “la fonte della vita e della mente è nel mingmen“. Inoltre, esercitare la distensione della schiena permette di controllare meglio i movimenti del corpo. Altri due detti molto conosciuti sono “la forza origina dai piedi ed è controllata dalla zona lombare per fluire verso i quattro arti” e  “la forza viene emessa dalla colonna vertebrale”. Se la zona lombare non è distesa, non si può raggiungere un alto livello di pratica.

La mente, l’intenzione yi deve unirsi al mingmen, la mente, il qi e il movimento devono essere attirati dal mingmen e da questo punto espandersi in tutto il corpo. Questo deve essere un cardine della pratica del taijiquan. Se la zona lombare è distesa e mingmen scorrevole il qi si raccoglierà all’interno e lungo la colonna vertebrale, migliorandone la funzione di distribuzione dell’energia yang in tutto il corpo.

Se la parte bassa della schiena non è distesa si potranno avere diversi problemi che non permettono al taijiquan di sviluppare tutta la sua potenzialità terapeutica e di mantenimento e miglioramento della salute. Se, per esempio, la zona lombare ha una lordosi accentuata, la circolazione verso l’alto del qi lungo il canale dumai Vaso Governatore sarà ostacolata e non fluirà bene verso il canale renmai Vaso Concezione, provocando mal di schiena, mal di testa, problemi agli organi addominali. Se il qi yang del dumai è bloccato dalla tensione nella zona lombare allora danneggerà lo yin dei Reni provocando urinazione frequente, polluzioni notturne nei maschi, leucorree e disturbi mestruali nelle femmine. Se il flusso del qi si blocca e si pratica con sforzo lo yang potrà salire in alto in modo troppo irruente con rossori al viso, ipertensione arteriosa e altri disturbi neurologici.

I praticanti di taijiquan dovrebbero praticare la distensione della zona lombare dall’inizio alla fine della loro pratica!

maestra carmela filosa maestro vito marino

Nei giorni 28 e 29 Settembre, si è tenuta a Palermo la prima tappa del corso istruttori della Italy Chen Xiaojia, tenuto dalla Maestra Carmela Filosa. Il sabato mattina è stato dedicato al seminario “Cerchi e spirali nelle principali tecniche a mani nude e di spada. Pratica di tuishou“, aperto a tutti i praticanti della ICXJ.

Ecco alcune foto dell’evento

Le prossime date del Corso Istruttori 2020:

L’elenco degli eventi previsti per l’anno sportivo 2019/2020

CORSO ISTRUTTORI A NAPOLI

  • 12-13 ottobre 2019
  • 23-24 novembre 2019
  • 14-15 dicembre 2019
  • 11-12 gennaio 2020
  • 08-09 febbraio 2020
  • 14-15 marzo 2020
  • 18-19 aprile 2020
  • 16-17 maggio 2020

CORSO ISTRUTTORI A PALERMO

  • 28-29 settembre 2019
  • 30 novembre-01 dicembre 2019
  • 29 febbraio-01 marzo 2020
  • 09-10 maggio 2020

CORSO ISTRUTTORI A PESCARA

  • 19-20 ottobre 2019
  • 25-26 gennaio 2020
  • 28-29 marzo 2020
  • 23-24 maggio 2020

SEMINARI

SEMINARIO A MERANO

  • 07-08 settembre 2019

SEMINARI A PESARO

  • 21-22 dicembre 2019
  • 04-05 aprile 2020

SEMINARI CONGIUNTI TAIJIQUAN/TONGBEIQUAN

  • 01-02 febbraio 2020 MILANO (Maestro Vito Cannillo)
  • 21-22 marzo 2020 FIRENZE (Maestri Massimiliano Campaini e Antonio Peis)

SEMINARIO NAZIONALE DI FINE ANNO A ROCCAPORENA

  • 30/31 maggio – 01 giugno 2020

Le attività della Italy Chen Xiaojia si spostano all’aperto

taichi parco verde

Se volete assistere o partecipare ad una delle nostre lezioni, ci trovate a:

  • San Giorgio a Cremano (NA): il 9 ed il 15 luglio, dalle 19:00, presso Villa Vannucchi (riferimento Maestra Sarah Falanga)
  • Palermo: tutti i martedì di luglio, dalle 18:00 alle 19:30, presso Giardino Vincenzo Florio (adiacente allo Stadio delle Palme) (riferimento Maestro Vito Marino)
  • Roma: tutti i mercoledì, dalle 19:00 alle 20:00, presso il Parco di via Viner, zona Axa Malafede (riferimento Maestro Nazzareno de Cave)
  • Pesaro: 4 ed 11 luglio, dalle ore 19:00 alle 20:00, presso gli Orti Giulii (riferimento Maestro Caudio Romoli)

Palermo
Napoli
Napoli
Pescara

A PROPOSITO DI YIN-YANG NEL TAIJIQUAN E NELLA SUA DIDATTICA

(Maestro Vito Marino)

Le due Teorie di base della Medicina Tradizionale Cinese sono quelle di yin-yang e dei Cinque Movimenti wuxing. Il grande sinologo Joseph Needham parla delle due teorie come facenti parte della Scuola dei Naturalisti, la cui fondazione è attribuita a Zou Yan, sviluppatasi nel periodo degli Stati Combattenti (453-221 a.C.) e chiamata proprio Scuola Yin-Yang yinyangjia. Needham riconosce anche che “Non ci può essere dubbio che l’uso filosofico dei termini dati verso l’inizio del IV secolo a.C., e che i passaggi nei testi più vecchi che menzionano questo uso sono interpolazioni effettuate più tardi di quel tempo.”

Possiamo quindi affermare che la Teoria yin-yang sia uno dei fondamenti storici di tutta la cultura tradizionale cinese, compreso il taijiquan, che alla Suprema Polarità yin-yang deve il suo nome.

Non parlerò del concetto di yin-yang in generale, argomento conosciuto da tutti i seri praticanti di arti marziali, mentre mi soffermerò sul rapporto tra le leggi che ne governano i rapporti e la didattica del taijiquan.

Leggi dello yin-yang

Yin e yang sono opposti. Giorno e notte sono opposti, il versante soleggiato di una collina e il suo versante in ombra sono opposti, l’interno e l’esterno del corpo sono opposti, l’alto e il basso del corpo sono opposti.

Nel taijiquan lo yin e lo yang, come per esempio il vuoto e il pieno, devono essere “chiaramente distinti”, opposti, in quanto lo sono yin e yang in natura per definizione. Se una gamba riceve il 70% del peso del corpo, come nella gongbu, l’altra ne riceverà necessariamente il 30%, in quanto polo opposto della dialettica yin-yang. Il petto è yin, il dorso è yang: “contenere il petto, incurvare la schiena”, hanxiong babei, indica che la parte anteriore del corpo, che è yin, deve essere contenuta in quanto accumula energia, la parte posteriore del corpo, che è yang, deve essere distesa in quanto deve lasciare scorrere il jin, la forza muscolare, fino alle mani.

Yin e yang sono complementari. Lo yin da solo o lo yang da solo non esistono. Sarebbe come ammettere l’esistenza del giorno senza la notte, come il concepire una sola faccia di una medaglia.

Allo stesso modo nel taijiquan il radicamento è complementare alla rapidità, il radicamento da solo è staticità, la rapidità da sola è vuota. La solidità della parte inferiore del corpo, in quanto analoga alla terra, è complementare alla leggerezza della parte superiore, analoga al cielo. La rapidità e la leggerezza sono complementari al radicamento e alla solidità.

Al crescere dello yang corrisponde il decrescere dello yin e viceversa. Al crescere della luce diurna corrisponde il decrescere del buio della notte, e poi al crescere dell’ombra e dell’oscurità corrisponde il decrescere della luce del giorno.

Nel taijiquan queste legge viene applicata in ogni movimento, Prendiamo ad esempio la coppia yin-yang accumulo/rilascio. In ogni tecnica si passa da un momento in cui si è nella massima condizione di accumulo e di interiorizzazione della forza a una fase in cui gradualmente essa viene portata verso l’esterno, ed emessa nel caso in cui la tecnica si completi con un fali/fajin. Il peso si sposta gradualmente da una gamba all’altra, e al crescere dello yang/pieno corrisponde il decrescere dello yin/vuoto.

A determinate condizioni lo yang si trasforma in yin e viceversa. Questa condizione è che lo yang o lo yin abbiano raggiunto il loro culmine. Arrivati al solstizio d’estate le giornate devono necessariamente accorciarsi, arrivati alla mezzanotte la luce deve necessariamente cominciare a crescere.

Nel taijiquan questo è il motivo per cui diciamo “il movimento deve arrivare fino alla fine”, in quanto questa è la condizione necessaria perché una tecnica possa trasformarsi correttamente nella successiva. Quando il movimento di accumulo ha raggiunto il suo massimo si trasforma in rilascio.

La ricerca dello yin e dello yang in ogni movimento del taijiquan è la chiave per una migliore comprensione dell’Arte stessa. Quale aspetto in un determinato momento è yin e quale yang? Da quale aspetto yin sta per nascere l’aspetto yang che ne è complementare? Come avviene la transizione tra yin e yang nel mio corpo in una determinata tecnica? Quando ho raggiunto la fine della tecnica e quindi posso trasformarla nella successiva?

Esaminiamo come esempio di applicazione delle leggi yin-yang la tecnica Yema Fenzong, Dividere la Criniera del Cavallo Selvaggio.

Yin e yang sono opposti. Cerco di sentire bene la distribuzione del peso, come la gamba anteriore sia quella piena, come la gamba posteriore sia all’opposto vuota, mi concentro sulla sensazione di attività, espansione ed esteriorizzazione della mano che va avanti e verso l’alto yang, e contemporaneamente su quella che va verso l’interno e in basso yin.

Yin e yang sono complementari. Cerco di sentire non solo la opposizione, ma anche la la complementarietà del movimento di accumulo yin con quello di espansione yang. Mi concentro sulla sensazione di complementarietà tra l’azione della mano avanti e in alto e l’azione, altrettanto importante, della mano dietro e in basso.

Alla crescita dello yang corrisoponde la decrescita dello yin e viceversa. Cerco di sentire in modo consapevole come al crescere dell’aspetto yang di una mano corrisponda il decrescere dell’aspetto yang dell’altra, di come avvenga il trasferimento del peso da una gamba all’altra.

Trasformazione reciproca tra yin e yang. Cerco di individuare il momento in cui una tecnica o una sua parte è arrivata alla fine e come da quel momento inizi la trasformazione nella successiva.

Didattica del taijiquan

Accanto a questo aspetti legati alla applicazione della polarità yin-yang, la Suprema Polarità, a mio avviso è tutto il progetto didattico del taijiquan che è attinente alla regola superiore della dialettica yin-yang.

La nascita appartiene allo yin, la crescita culmina con lo sviluppo e la maturazione dello yang. Seguono poi la decrescita e il ristagno, che portano a maturazione e compimento la vita.

“L’essere umano nasce morbido e debole (flessibile) e muore rigido e duro. … Per questo il rigido e duro appartiene alla morte, il morbido e debole (flessibile) appartiene alla vita.” (Daodejing)

Nascita e morte appartengono entrambi alla vita, ma il suo inizio è legato alla morbidezza, al rilassamento, alla fluidità, qualità che per prime si sviluppano nell’apprendimento del taijiquan. Dal morbido poi deve potere naturalmente nascere anche il duro, ma la scommessa del taijiquan è quella di cercare di sviluppare una durezza particolare, il “duro ma non rigido”. In altre parole, di portare a maturazione lo yin e lo yang senza percorrere necessariamente la strada che dalla nascita porta alla morte.

Come diceva Leung Kwok-po, Maestro Taoista di Agopuntura, Medicina Tradizionale Cinese e Qigong: “L’obiettivo della pratica è quello di diventare Immortali. Se questo non è possibile cerchiamo almeno di essere longevi. Se anche questo non dovesse essere possibile, cerchiamo almeno di rimanere fino alla fine della nostra vita in buona salute!”

Molto cinese…

maestro vito marino

Maestro cintura nera III Duan, Vito Marino nasce a Sciacca il 7 luglio 1954.

Medico Agopuntore e Insegnante di Medicina Tradizionale Cinese e di Qigong, Presidente dell’Associazione QI, Scuola di Medicina Tradizionale Cinese.

Dopo avere studiato e praticato Aikido, Karate semi-contact, Wing Chun e Taijiquan stile Yang, nel 2002 inizia lo studio del Taijiquan stile Chen Xiaojia con la Maestra Carmela Filosa, erede di XIII generazione dello stile e XXI generazione della famiglia Chen. Nel 2012 ha l’onore di diventare discepolo tudi della Maestra Carmela Filosa ed erede dello stile di XIV generazione.

Socio fondatore e Responsabile per la Sicilia della Italy Chen Xiaojia (gruppo Longqi), insegna Taijiquan a Palermo presso l’Extra Fitness Club di Corso Camillo Finocchiaro Aprile 128.

Di seguito le date del corso istruttori per l’anno sportivo 2018/2019 a Palermo:

  1. 13-14 ottobre 2018
  2. 01-02 dicembre 2018
  3. 02-03 marzo 2019
  4. 11-12 maggio 2019

Possono accedere al corso di formazione per tecnici, gli allievi che abbiano almeno tre anni di pratica dello stile Taijiquan  Chen Xiaojia. L’ammissione al corso è comunque a discrezione del Direttore Tecnico Nazionale

Per informazioni:

Segreteria Nazionale ICXJ
Mario Lucci
segreteria@icxj.it

Pescara

Napoli (I corso)

Napoli (II corso)

Palermo

 

Questo è il motto della Giornata Mondiale del TaiChi e QiGong che ricade il prossimo 28 Aprile.

E’ un evento annuale che dal 1999 ricorre ogni ultimo sabato di aprile in più di 60 nazioni con lo scopo di promuovere le discipline del Tai Chi Chuan  e del Qi Gong.

La raccolta globale di scuole e insegnanti presente sul sito mondiale del “World Tai Chi and Qigong Day” non seleziona o discrimina, né raccomanda gli insegnanti elencati, così come non fa discriminazioni fra i vari stili di Tai Chi o di Qi Gong ma esorta alla pratica di queste discipline per la cura del corpo e della mente.

La giornata mondiale del TaiChi e del Qi Gong è stata ufficialmente riconosciuta dalla Organizzazione Mondiale della Sanità delle Nazioni Unite per la partecipazione all’iniziativa “Move for Health”.

Di seguito le attività dei nostri gruppi:

  • Pratica libera e dimostrazioni di Taijiquan da parte del gruppo Qingfeng, dalle 10:30 alle 11:30, presso Villa Vannucchi (zona centrale) a San Giorgio a Cremano
  • Pratica libera e dimostrazioni di Taijiquan da parte del gruppo Qingfeng, dalle 17:00 alle 18:00, presso Villa Comunale (zona Casina Pompeiana) a Napoli
  • Pratica libera e dimostrazioni di Qigong e di Taijiquan da parte del gruppo Longqi della ICXJ e dell’Associazione Qi, dalle 17:30 alle 19:45, presso Ville Case Rocca (accanto allo Stadio delle Palme) in Viale del Fante a Palermo