TAIJIQUAN E QIGONG: DIFFERENZE E INTERAZIONI

A cura del Maestro Claudio Romoli

Sempre più spesso mi capita di dover spiegare come si svolge una lezione di Taijiquan, quale è la differenza con il Qigong e come le due Arti interagiscono tra loro.

Per rispondere a queste domande in forma breve e sintetica (quindi, non entrando nello specifico della lingua cinese, seppur indispensabile, e scusandomi anticipatamente con gli esperti del settore) è necessario chiarire l’origine delle due Arti.

Il QIGONG per definizione è l’arte di esercitarsi con (o di allenare) il Qi (per semplicità spesso tradotto col termine “energia interna”). Il suo obiettivo è nutrire, armonizzare ed equilibrare la propria energia, lasciandola fluire attraverso tutto il corpo, promuovendo un sempre maggiore rilassamento. La pratica del Qigong, quindi, favorisce il passaggio del Qi, attraverso movimenti (ginnastiche) ideati a partire già dal I millennio a. C. che con il passare del tempo hanno avuto evoluzioni nelle forme e nelle denominazioni, ma il principio e lo scopo sono rimasti invariati.

All’inizio di ogni lezione si pratica la “sintonizzazione” o “regolarizzazione” dei tre elementi che contribuiscono all’armonia della persona: corpo, respiro e mente. Il lavoro su questi tre aspetti permette il rilassamento e lo scioglimento dei blocchi.

Il Qigong si può praticare come ginnastica preparatoria alle arti marziali (quindi, come prima parte della lezione di Taijiquan), per la prevenzione (benessere) e per la riabilitazione (terapeutico).

Il TAIJIQUAN è un’antica arte marziale cinese che, come ben spiega il Maestro Chen Peishan, al suo interno contiene tre aspetti importanti: i movimenti del corpo, l’abilità marziale e la teoria che vi è alla base. All’interno del primo aspetto è ovviamente compreso anche il lavoro sul Qi, parimenti a ciò che avviene nel Qigong. Ognuno può decidere se praticarlo in parte o totalmente e quindi dandogli un indirizzo prevalentemente terapeutico o piuttosto marziale. In tutti i casi comunque, va praticato studiando il modo di accumulare e fare circolare il Qi, con movimenti a forma di spirale, attraverso le forme ideate e codificate da Chen Wangting (1600-1680), IX generazione della famiglia Chen, considerato storicamente il padre del Taijiquan. 

Tutta la famiglia Chen per tradizione praticava l’uso delle armi. Chen Wangting eccelleva sia nelle lettere che nelle arti marziali. Alla fine della sua carriera militare, si dedicò alla creazione di un sistema unico e completo, integrando le proprie conoscenze marziali con la teoria della Medicina Tradizionale Cinese e le ginnastiche respiratorie taoiste. Fino al 1800 circa il Taijiquan era praticato solo all’interno della famiglia Chen. 

Chen Changxin (1771-1853) contribuì a divulgare l’arte fuori dalla famiglia Chen ed essa nel tempo subì delle trasformazioni dando vita a vari stili. I più diffusi oltre al Chen sono: Yang, Wu (Jianquan), Wu (Yuxiang), Sun, Zhaobao, Hao.

Anche lo stile Chen al suo interno si è diviso in due scuole principali: Xiaojia o Piccola Struttura e Dajia o Grande Struttura, quest’ultima comprende a sua volta due varianti: Laojia o Vecchia Struttura e Xinjia o Nuova Struttura.

Il picco dell’Arte nella Xiaojia si manifesta con un percorso di enfatizzazione nella riduzione dei cerchi da grandi a piccoli, quindi da piccoli a “non cerchi” attraverso cui la forza spiraleggiante (chansijin) viene trasferita lungo i percorsi della forza (jinlu) sul dorso, le braccia e le gambe, raggiungendo il più alto grado di abilità.

Nel testo “Il Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen”, considerato da tutti la Bibbia delle Arti Marziali, scritto da Chen Xin (1849-1929), 16° generazione della famiglia e VIII° nella trasmissione dello stile, sono descritti proprio i movimenti praticati nel sistema Xiaojia. Questo fa ritenere la Xiaojia la più vicina alla tradizione originaria.

L’unica controindicazione del Taijiquan è “l’impazienza”. I benefici non si ottengono in dieci minuti, ma con un lavoro paziente, quotidiano e costante di anni.

Per questo si chiama “pratica”, perché non basta “comprendere”, non basta eseguire correttamente un movimento una sola volta o provare una particolare esperienza. Ogni nuova acquisizione deve diventare parte così integrante del corpo e della mente da trasformare la qualità stessa dell’energia del praticante, tanto da fondersi completamente con la sua modalità di essere, muoversi e percepire.

Il Taijiquan si può tuttavia praticare a diversi livelli, basta avere le giuste aspettative. La sensazione di benessere fisico, un maggiore scioglimento del corpo, un migliore equilibrio e radicamento sono risultati raggiungibili a qualsiasi età nel giro di qualche mese di pratica, con delle variazioni, ovviamente, da persona a persona.

Per concludere, aggiungo che il Taijiquan è un cammino individuale, un viaggio attraverso la propria energia, il proprio cuore-mente, il proprio corpo.

Bibliografia:

  • Taijiquan stile Chen Xiaojia e QiGong, arti tradizionali e mediche (Pippa-Filosa-Chen Peiju-Crepaldi-Sotte)
  • Tredici saggi sul Taijiquan (Chen Man Ch’ing)
Maestro Claudio Romoli

Dall’incontro nel 2005 con la Maestra Carmela Filosa, il Maestro Claudio Romoli (3° Duan Taijiquan stile Chen Xiaojia) inizia lo studio del Taijiquan, dopo una trentennale esperienza nelle arti marziali giapponesi (Maestro 4° Dan).

Attualmente è responsabile della Italy Chen Xiaojia Marche-Rimini.

Presidente dell’A.S.D. Aragorn di Pesaro, conduce la scuola di Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong con sedi a Pesaro e Rimini.

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaojia

(Maestra Valentina Petra di Caccuri)

I calci fanno parte della tecnica o metodo delle gambe (Tui Fa).

Nello stile Chen Xiaojia i calci che si eseguono sono principalmente:

  • il calcio di punta (Fen Jiao)
  • il calcio di tallone (Deng Jiao)
  • il calcio ruotato battuto a fior di loto (Shuang Bai Lian)
  • il calcio battuto volante “a sforbiciata” (Er Qi Jiao)
  • il calcio a mani incrociate (Shi Zi Jiao)

In generale, per eseguire correttamente qualunque tipo di calcio occorre analizzare e distinguere tre fasi:

  • Una prima fase di preparazione al calcio, nella quale occorrono la concentrazione sulla direzione in cui andrà sferrato il calcio, il rilassamento dell’anca dalla quale dovrà partire il movimento, il radicamento della gamba di sostegno ed il completo spostamento del peso su di essa. Inoltre il qi dovrà essere portato in basso, nel dantian inferiore, il respiro sarà mantenuto leggero e costante, la postura dovrà essere corretta (zhèng) con il corpo allineato, facendo attenzione a non sbilanciarlo né in avanti né indietro
  • In una fase successiva si dovrà ricercare l’accumulo dell’energia (xu) una sorta di caricamento (di una ipotetica molla) con la collaborazione di tutte le parti del corpo, in particolare delle braccia. Lo sguardo sarà rivolto nella direzione in cui si dovrà eseguire il calcio e manifesterà l’intenzione e la consapevolezza dell’azione che sta per compiersi (yi)
  • Nella terza fase (fa) verrà slanciata la gamba eseguendo il calcio e liberando l’energia accumulata precedentemente. Anche in questa fase le braccia parteciperanno all’emissione del fa li. Subito dopo, la gamba sarà ritirata piegata all’altezza del ginocchio prima di essere appoggiata a terra. Ritirare subito la gamba piegata significa mantenere l’equilibrio ed il radicamento sull’altra gamba al fine di poter eventualmente ripetere il calcio o, in un combattimento, poter contrastare efficacemente l’avversario che ha cercato di afferrare la gamba che ha eseguito il calcio.

I calci si allenano generalmente alti per poi poterli utilizzare bassi (per poter colpire l’avversario all‘inguine o alle gambe)

Esaminiamo in dettaglio i principali tipi di calci :

Calcio di punta (Fen Jiao)

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

Il calcio di punta può essere pai jiao (calcio battuto) o ca jiao (calcio strofinato).
Il calcio di punta o calcio che divide, viene eseguito con il piede disteso in una ideale prosecuzione della gamba. L’applicazione della forza è all’estremità del piede. La preparazione di questo calcio si effettua incrociando le braccia con un movimento circolare di raccolta dal basso verso l’alto, con successivo moto rotatorio a spirale (chansijin) lungo gli assi delle braccia che porterà alla rotazione dei palmi delle due mani verso l’esterno. Quando si esegue il calcio battuto le due braccia si aprono, la mano corrispondente alla gamba cha ha eseguito il calcio batterà sul collo del piede in aria, mentre, l’altra mano si aprirà verso l’esterno in alto all’altezza della spalla. La gamba che esegue il calcio dovrà essere distesa e sollevarsi almeno all’altezza dell’anca.
Nel calcio strofinato la preparazione delle braccia è analoga a quella del calcio battuto, ma la mano corrispondente alla gamba che ha sferrato il calcio, invece di battere e quindi di eseguire un movimento circolare dall’alto al basso, eseguirà un movimento rotatorio dal basso verso l’alto passando con il palmo all’interno del piede in aria e “strofinando” l’interno piede con il palmo aperto.

Calcio di tallone (Deng Jiao)

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

Il calcio di tallone viene eseguito con il piede “a martello” cioè formante un angolo di 90° con la gamba. In questo caso il punto di applicazione della forza è nel tallone ed è un calcio “di spinta”. Nello stile Chen Xiaojia il tipico calcio di tallone è il calcio laterale. Si può avere tuttavia un esempio di deng jiao frontale nella prima tecnica della sequenza er lu. Il calcio laterale si prepara passando dalla posizione eretta naturale alla posizione di raccolta contemporanea della gamba che deve calciare con il ginocchio piegato e delle due braccia che si raccolgono incrociate all’altezza del petto con i pugni chiusi (le due braccia possono anche ritirarsi con gli avambracci paralleli e non incrociati). L’emissione del calcio sarà laterale, a destra o a sinistra, ed avverrà concentrando la forza nel tallone, ritirando la punta del piede verso l’alto e con la contemporanea vigorosa apertura delle braccia. Il braccio opposto alla gamba che sferra il calcio avrà il pugno più in alto con l’occhio del pugno rivolto verso l’alto, mentre l’altro braccio avrà il pugno con la faccia nella stessa direzione del calcio.
Lo sguardo e l’intenzione saranno anch’essi nella stessa direzione del calcio.

Calcio ruotato battuto a fior di loto (Shuang Bai Lian)

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

Questo calcio è chiamato così perché il movimento circolare che esegue la gamba che ruota dall’interno verso l’esterno ricorda la forma del petalo del fior di loto. Per prepararlo si assume la posizione gong bu e le mani saranno davanti al corpo, oblique, con le punte delle dita rivolte verso l’esterno. La distanza tra i due palmi sarà pari alla distanza tra polso e gomito (di un ipotetico avversario) e tale deve rimanere fino alla fine della tecnica. Dalla posizione gong bu si passa poi, spostando tutto il peso sulla gamba davanti, alla posizione di equilibrio, in modo da liberare la gamba che deve calciare. Mentre quest’ultima effettua la rotazione, le due mani la intercettano quando passa all’altezza del viso, battendo in rapida successione, prima una e poi l’altra, sul collo del piede, e si fermano poi dal lato della gamba d’appoggio. Durante il calcio la gamba è distesa, si piega il ginocchio alla fine mentre si resta in equilibrio. Per eseguire bene questo calcio è particolarmente importante il rilassamento delle anche.

Calcio battuto volante “a sforbiciata” (Er Qi Jiao)

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

Il nome di questo calcio, er qi jiao, deriva dal doppio salto (er: due) che effettuano le gambe. Questo calcio si può eseguire facendo prima un passo (che facilita lo slancio verso l’alto) oppure da fermi in posizione raccolta. In entrambi i casi la collaborazione fondamentale al calcio è data dalle braccia: il braccio sinistro preme in basso e compie una rotazione fermandosi all’altezza della spalla, il braccio destro ruota verso l’alto e in avanti e batte sul collo del piede destro. Le gambe effettuano una sforbiciata in volo saltando, prima la sinistra e poi la destra. La punta del piede destro si estende nel calcio in modo che il collo del piede sia disteso e pronto per essere colpito dal palmo destro. I piedi atterrano uno dopo l’altro, il sinistro un attimo prima del destro. Per eseguire bene questo calcio è particolarmente importante il rilassamento delle spalle.

Calcio a mani incrociate (Shi Zi Jiao)

I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

Il nome di questo calcio deriva dall’incrocio delle braccia che ricorda il carattere cinese “shi” (dieci). In realtà le braccia incrociate simulano una situazione di difficoltà nella quale un avversario afferrando le braccia le immobilizzi, rendendo quindi efficace solo una reazione con un calcio. Nella preparazione di questo calcio l’avambraccio destro è sotto al braccio sinistro, che ha il gomito piegato a formare una croce. Il piede destro si solleva e ruota descrivendo un cerchio interno/esterno da sinistra a destra. La mano sinistra colpisce il collo del piede destro.

Bibliografia:

  • Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong di L.Pippa, C.Filosa, Chen Peijiu, R. Crepaldi, L.Sotte
  • Canone illustrato del Taijiquan della famiglia Chen di Chen Xin
  • Appunti dalle lezioni della Maestra Carmela Filosa
  • Le immagini grafiche sono tratte da “Canone illustrato del Taijiquan della famiglia Chen” di Chen Xin
I calci nel Taijiquan stile Chen Xiaoja

La Maestra Valentina Petra di Caccuri (III Duan di Taijiquan stile Chen Xiaojia) ha iniziato lo studio del taijiquan stile Yang ed ha successivamente approfondito lo studio dello stile Chen Xiaojia, sempre sotto la guida della Maestra Carmela Filosa,raggiungendo nel 2018 la qualifica di Maestro , con abilitazione all’insegnamento del Taijiquan Chen Xiaojia rilasciata dallo CSEN- CONI.
Nel corso degli anni ha partecipato a gare regionali e nazionali raggiungendo buoni risultati nelle competizioni a mani nude e con armi ed ha preso parte a seminari di approfondimento e specializzazione sia del Taijiquan che di altri stili del Wushu tradizionale sia in Italia che all’estero.