Il Maestro e l’insegnamento delle Arti Marziali
(Maestro Claudio Romoli)

Sono ormai 50 anni che pratico le Arti Marziali e vorrei condividere con voi alcune riflessioni di questa mia esperienza. Inizio dal fattore per me determinante: il Maestro.
Nelle Arti Marziali il rapporto con il Maestro è fattore decisivo per la comprensione e quindi la riuscita nell’Arte che si vuole praticare. Ma chi è il Maestro? Per definire tale figura, considero determinanti due punti:

  1. Il Maestro è colui che riesce a valorizzare il talento dell’allievo, con il desiderio sincero di essere superato dall’allievo stesso.
  2. Un buon Maestro rimane tale se continua ad essere un buon Allievo.

Nel percorso di pratica, ciò che premia è il senso di appartenenza verso il proprio Maestro, che, se è tale, farà sì che il Maestro stesso al momento opportuno sarà orgoglioso di trasmettere la fonte della propria conoscenza. Essere Maestro è una vocazione, è una chiamata, bisogna cercare, applicarsi, studiare, praticare, seguire, ma poi si è scelti dal proprio Maestro, dagli allievi, dalle circostanze della vita, tutto questo permette il realizzarsi della missione del Maestro.

Gli ultimi 15 anni della mia vita sono stati fonte di trasformazione sostanziale! L’incontro con la Maestra Carmela Filosa e la sua scuola sono stati per me una rivoluzione copernicana, ho iniziato a scoprire la cultura cinese, un mare infinito! La fatica del ricominciare (alla mia età) è stata ben presto soppiantata dalla enorme passione che è nata in me per ciò che studio, grazie anche alla Maestra che me l’ha trasmessa, e questo dato è fondamentale per poter costruire qualcosa. La passione coinvolge e così, quasi senza accorgermene, nel 2013 è nata la scuola “Aragorn” a Pesaro.

“Aragorn” è stata impostata proprio come una scuola, dove ad ogni sessione di esame per il passaggio di cintura, le valutazioni sull’allievo vengono fatte in base a cinque criteri: Frequenza, Fedeltà, Appartenenza, Teoria e Pratica.
I primi tre criteri (Frequenza, Fedeltà e Appartenenza) li posso verificare soltanto io, dal momento che mia è la convivenza con le classi, mentre gli ultimi due (Teoria e Pratica) rimangono al giudizio insindacabile della Maestra che è presente alle sessioni di esami.

Frequenza vuol dire che l’allievo segue costantemente le lezioni, facendo, volta per volta, penetrare dentro di sé (come la goccia che scava la roccia) l’esperienza che cerco di trasmettere.

Fedeltà è la conseguenza diretta della Frequenza, frequentando assiduamente si diventa capaci di seguire e si entra piano piano nella forma mentis dell’arte che pratichiamo.

Appartenenza è secondo me qualcosa di più sublime, è diventare parte dell’arte, della scuola, del Maestro! Non molti raggiungono buoni voti in questo aspetto!

Molti sono assidui nella Frequenza (sono sempre presenti, quasi meccanicamente), altri sono Fedeli (hanno chiaro il motivo per cui vengono), pochissimi Appartengono, perché questo implica condividere una parte di sé con un altro, partecipare con passione alla pratica, approfondire la conoscenza, incominciare ad imitare e poi a muoversi come il Maestro, partecipare della passione stessa del Maestro. Paradossalmente si può Appartenere ed essere poco Fedeli! Magari perché mancano alcune condizioni per essere fedele, ma il cuore è rivolto al Maestro.

Il Maerstro Claudio Romoli svolge la sua attività a Pesaro e Rimini in qualità di BioPranoterapeuta dal 2003 e di Operatore di Medicina Tradizionale Cinese in massaggio Tuina dal 2005.
Maestro III° Duan di Taijiquan stile Chen Xiaojia e Qigong, insegna nelle palestre di Pesaro e Rimini dal 2011.

La gara avrà luogo domenica 9 Dicembre 2018  presso il Palazzetto dello Sport di Cercola. Per gli associati alla Italy Chen Xiaojia sarà cosi composta:

  1. SI ZHENG TAIJIQUAN
  2. FORMA 20 MANI NUDE TAIJIQUAN CHEN XIOAJIA
  3. FORMA INTERMEDIA E FORMA YI LU
  4. SI ZHENG TAIJIJIAN
  5. FORMA 20 SPADA
  6. SCIABOLA O SPADA TRADIZIONALE
  7. GARA MASTER (riservata ai soli Maestri accreditati Italy Chen Xiaojia)

La gara avrà valenza sportiva poiché patrocinata dallo C.S.E.N.

La pratica del Taijiquan nella preparazione al parto.
(Maestra Annamaria Dallanoce)

Nella mia ventennale esperienza di praticante e poi insegnante di Taijiquan stile Chen Xiaojia ho avuto diverse allieve ‘’in dolce attesa’’ che non hanno voluto sospendere la pratica del Taiji durante la gravidanza.

Quindi, in sintonia e monitoraggio dei rispettivi ginecologi, abbiamo adattato la pratica al momento particolare, rallentando i ritmi e gli sforzi per il percorso di preparazione al parto.

A partire dal 3°mese, abbiamo lavorato sull’allungamento della colonna vertebrale e il rilassamento del bacino dalla posizione Mabu, integrando respirazione e movimenti ampi delle braccia allo scopo di favorire distensione e prevenzione delle tensioni lombo-sacrali .

Ho fatto sempre eseguire i passi in avanzamento e laterali, anche con accompagnamento dei movimenti degli arti superiori, per mantenere il radicamento, l’equilibrio, la respirazione lenta e in sintonia con il movimento.

Queste attività sono state un ottimo supporto nella gestione delle nausee.

Il lavoro sulle gambe e le anche è risultato un grande aiuto nella stimolazione del drenaggio linfatico oltre che nel rinforzare la muscolatura degli arti inferiori, soprattutto in quelle allieve che avevano scelto di partorire in piedi.

Tra le varie tecniche, la più richiesta è sempre stata ‘Mani come nuvole’, per il grande effetto di rilassamento psico-fisico e la facilitazione nel sentire fluire il respiro.

Al momento ricordo almeno 8 bimbi nati dopo corso pre-parto Taiji.

La maestra Annamaria Dallanoce durante un allenamento

Fisioterapista dal 1982, insegnante di yoga dal 1988, la maestra Annamaria Dallanoce pratica Taijquan dal 1994. Maestro III Duan, insegna Taijiquan da almeno 15 anni.

Utilizza il Taijiquan come terapia riabilitativa alternativa , insegnando/praticando con clienti di svariate tipologie , dal preparto , alle fibromialgia, al Parkinson.

Insegna a Portici e a Torre del Greco.